La rabbia degli studenti: «Basta con i disservizi»

7 Ottobre 2021

I ragazzi chiedono nuovi orari dei bus Tua per non tornare a casa tardissimo e lamentano: «Le classi vengono mischiate, mancano spazi e strumenti didattici»

ATRI. Centinaia di ragazzi si sono ritrovati ieri mattina sotto l’istituto superiore “Zoli” di via Cardinale Cicada ad Atri per gridare contro i vari disservizi del trasporto pubblico e non solo. Gli studenti hanno scioperato per chiedere con voce unanime una rimodulazione degli orari delle lezioni in linea con il passaggio degli autobus della Tua. Ma sono anche altre le problematiche sollevate: secondo i ragazzi all’istituto agrario le classi sono mescolate con altre e ci sono carenze strutturali nelle aule. Nell’istituto professionale meccanico si lamentano la mancanza degli attrezzi per la didattica e della palestra.
La rappresentante studentesca proveniente da Pineto Giulia Di Musciano ha evidenziato come ci sia stato tutto il tempo per adeguare le uscite delle classi al passaggio dei bus da e per la costa, ma nulla è ancora stato fatto. Ogni ragazzo poi ha da dire la sua. Matteo Pavone di Atri pone l’accento sul mancato rispetto delle norme Covid: «Sul bus siamo stipati spesso come le sardine, non c’è nessun tipo di distanziamento, è vergognoso in questo periodo di pandemia. Poi si torna a casa in orari impressionanti». Fabio Martella evidenzia: «Una ricreazione di 10 minuti per chi sta sei ore sui banchi è brevissima». Giorgia Guardiani di Castilenti dice: «A scuola mancano le cose essenziali, come il materiale didattico». Anche chi frequenta il corso per operatore socio-sanitario lamenta la mancanza del progetto dell’alternanza scuola lavoro e di laboratori per fare pratica. Alessandro D’Amario viene da Roseto, frequenta la terza classe dell’istituto agrario e dice: «In classe siamo in trenta in spazi angusti, in altre classi ci sono solo 10 o 15 studenti, e spesso veniamo mescolati anche perché i professori cambiano in continuazione. Alle 14 spesso il pullman che devo prendere non arriva e torno tardissimo. L’anno scorso facevamo dalle 8 alle 12.30 e tutto andava bene, adesso facciamo cinque giorni dalle 8 alle 14 ed è un caos». Giulia Pallini di Atri frequenta l’istituto professionale meccanico: «Sono in periferia, uso un bus e sono rimasta più volte a piedi. Altri problemi livello strutturale sono le finestre rotte, che non hanno maniglie: entra l’aria e sono tappate con pezzi di carta; poi non c’è la palestra, abbiamo un laboratorio con macchine che non funzionano, su otto torni ne funzionano solo cinque, trapani guasti da parecchio tempo. Non abbiamo un laboratorio di elettronica e ci arrangiamo nella sala informatica, dove ci sono pochi computer vecchi ed anche pochi programmi aggiornati».
La studentessa Alessandra Cellinese ieri ha incontrato la dirigente scolastica Paola Angeloni e ha riferito al termine del colloquio: «La preside ci ha detto che la colpa dei problemi nei trasporti non è sua e che con la Tua non ancora si riesce a trovare un accordo sugli orari. Il primo cittadino Piergiorgio Ferretti è stato tirato in ballo per risolvere la questione e mettere insieme le varie criticità. Unica concessione concordata al momento, cinque minuti in più di ricreazione».
Gli studenti dello Zoli continuano a rimanere sul piede di guerra e non trascurano l’idea di scendere di nuovo in piazza qualora le varie problematiche non siano risolte.
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