La rabbia della Val Fino: «Ci negano aiuti fondamentali»

VAL FINO. È unanime il rammarico da parte dei sindaci e degli amministratori dei cinque comuni della valle del Fino, la prima zona rossa d’Abruzzo e quella che ha pagato il prezzo più alto in...
VAL FINO. È unanime il rammarico da parte dei sindaci e degli amministratori dei cinque comuni della valle del Fino, la prima zona rossa d’Abruzzo e quella che ha pagato il prezzo più alto in termini di vite umane per l’emergenza epidemiologica da Covid-19, alla luce della notizia dell’esclusione, avvenuta giovedì in extremis, dai benefici economici dapprima promessi dal Governo nell’ambito del decreto Rilancio e poi stralciati nel giro di 24 ore con una rettifica pubblicata in Gazzetta ufficiale. La versione iniziale del testo comprendeva i comuni della Valle del Fino (Arsita, Bisenti, Castiglione Messer Raimondo, Montefino e Castilenti nel Teramano e Elice nel Pescarese) nel fondo dedicato alle aree colpite gravemente dall’emergenza con una dotazione finanziaria di 200 milioni di euro, mentre erano stati esclusi i comuni (abruzzesi, ovvero area vestina e frazione Caldari di Ortona, e non) che hanno avuto la zona rossa per meno di 30 giorni. La modifica limita l’accesso al fondi alle cinque province del Nord Italia che hanno fatto registrare più contagi.
«Ci auguriamo che il Governo torni sui propri passi», commenta la sindaca di Arsita, Catiuscia Cacciatore, «essere stati zona rossa ha comportato sacrifici enormi alle economie dei nostri concittadini, molti non hanno potuto raggiungere il posto di lavoro e sono stati costretti in un primo momento a usufruire di tutte le ferie, altri il lavoro lo hanno perso, la ripartenza è stata ed è ancora più difficile. Non si può non tener conto di tutto questo. Sicuramente la nostra voce dovrà essere ascoltata».
E a far sentire il proprio grido d’aiuto c'è anche il sindaco di Castiglione Messer Raimondo, il comune dell’area più colpito con 14 decessi, Vincenzo D’Ercole, il quale ha già contattato i parlamentari abruzzesi «affinché», dice, «si adoperino per portare avanti questa istanza e per allargare il beneficio anche all’area vestina». La speranza di un emendamento che possa reinserire i fondi aleggia nell’aria.
Il sindaco di Bisenti, Enzino De Febiis, auspica che questo possa accadere: «Qualora questa ipotesi non trovasse applicazione sarebbe davvero un grave danno per i nostri territori e sicuramente noi sindaci uniti e supportati dai parlamentari abruzzesi faremo sentire la nostra voce».
Anche il sindaco di Montefino, Ernesto Piccari, il quale ha vissuto sulla sua pelle il contagio e dopo un ricovero e settimane di cure è completamente guarito, sottolinea la necessità di non stare a guardare: «Non sappiamo le ragioni di questa esclusione, sicuramente è un danno enorme per la nostra comunità che ha sofferto, ha conosciuto il dolore dei lutti e la sofferenza della malattia e che fa ora i conti con la crisi economica e con la paura del domani. Serve una azione vistosa», conclude Piccari, «i disagi che abbiamo avuto sono stati troppi e senza aiuti sarà difficile ripartire».
«Auspichiamo che possa essere reinserita la nostra area territoriale con un emendamento», aggiunge il sindaco di Castilenti, Alberto Giuliani, «le risorse sono importanti e vitali in questo momento e speriamo anche nell'arrivo dei fondi regionali di cui si parla, risorse che sarebbero importanti per dare una mano alle nostre comunità».
Evelina Frisa
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