La rabbia di Arci e Wwf «Lasciati senza una sede» 

Le associazioni accusano il Comune: da oltre due anni hanno chiesto l’utilizzo di un immobile sequestrato alla criminalità e non hanno mai avuto risposta

TERAMO. Wwf e Arci Teramo senza una sede in città. Le due associazioni hanno convocato ieri una conferenza stampa per denunciare la situazione, attaccando l’amministrazione comunale. «Dobbiamo purtroppo raccontare una storia paradossale che si trascina da più di due anni», ha dichiarato il presidente dell'Arci Teramo Giorgio Giannella, «nel maggio 2018 l'Arci e l'associazione Mountain Wilderness segnalarono all'amministrazione comunale di Teramo la presenza in via Molinari 2 di un bene sequestrato alla criminalità organizzata a disposizione del Comune e che non era occupato da tempo. Le due associazioni chiesero che questi locali fossero messi a disposizione del mondo del volontariato e a questo fine presentarono un progetto che prevedeva la costituzione di un centro polivalente dove praticare formazione culturale alla legalità tramite la costituzione di una "Piccola biblioteca della Legalità" e una sala convegni per la costruzione di un punto di incontro per la creatività e l'associazionismo sociale». «Il 4 agosto del 2019 il progetto fu ampliato con il coinvolgimento del Wwf Teramo», ha aggiunto Dante Caserta, vicepresidente del Wwf Italia, «in quanto eravamo stati costretti ad abbandonare la nostra sede di via De Vincentiis, dove avevamo creato un Centro di documentazione ambientale. Volevamo trasferire le oltre duemila pubblicazioni che costituivano il Centro proprio nei locali di via Molinari».
Ma dopo più di due anni, le due associazioni ancora non hanno ottenuto risposta. Caserta continua: «La nostra proposta era quella di creare un punto di ritrovo dove Arci e Wwf potessero collocare la propria sede, il Centro di documentazione ambientale e la Piccola biblioteca della Legalità. Ma anche una sede che potesse ospitare le riunioni e gli incontri dell'associazione Gadit (guardie ambientali d'Italia) e di Mountain Wilderness, così come di qualsiasi altra associazione di volontariato che lo avesse richiesto. Nonostante le sollecitazioni, le riunioni con il sindaco e l'assessore al patrimonio, e le varie promesse, non abbiamo però mai ricevuto una risposta definitiva. Tutto tace, né un sì né un no. E francamente non ne capiamo il motivo». Le due associazioni restano quindi ancora senza una sede. «Non possiamo fare altro che prendere atto di questa volontà dell'amministrazione comunale», ha concluso Giannella, «è triste assistere a un inspiegabile atteggiamento che porta a tenere vuoto un locale lasciando due associazioni storiche senza una sede. Evidentemente c'è una motivazione politica che però non riusciamo a comprendere».
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