La raccolta di firme spacca il fronte pro teatro romano

1 Luglio 2018

TERAMO. La raccolta firme per il teatro romano sembra incrinare il fronte per il referendum. Il presidente del comitato promotore Carlo Di Marco replica a Giuliano Lucenti, presidente del...

TERAMO. La raccolta firme per il teatro romano sembra incrinare il fronte per il referendum. Il presidente del comitato promotore Carlo Di Marco replica a Giuliano Lucenti, presidente del coordinamento dei comitati di quartiere di Teramo che ha definito «inutile e inopportuno raccogliere ancora le firme» dopo che «i due candidati al ballottaggio Morra e D’Alberto hanno sottoscritto e assunto il punto di impegno sull’iniziativa referendaria».
Di Marco, in una nota, sostiene: «Il comitato promotore per il referendum ha come unico scopo quello di promuovere la partecipazione dei cittadini attraverso la raccolta delle firme entro 90 giorni dalla vidimazione dei moduli e, a nome dei cittadini firmatari, la consegna della richiesta di referendum in data successiva. La sua attività prescinde da impegni assunti anche pubblicamente dai candidati sindaci, di cui si dà certamente atto, e non si è conclusa. Essa si estingue al momento della consegna della richiesta referendaria in data indefinita successiva ai 90 giorni. In altri termini, oltre i 90 giorni per la raccolta delle firme, non esiste un termine ultimo entro il quale il comitato decade. Certo è che tale termine è fissato nello stesso giorno della consegna della richiesta di referendum, giorno non indicato dal regolamento comunale». E aggiunge: «Nella riunione del comitato promotore svoltasi il 27 giugno, fra le altre deliberazioni, si è deciso di osservare con impegno i termini e le funzioni stabiliti dal regolamento comunale che pure costituiscono una prima fase dell’impegno del comitato. Anche perché, pur proposto ma respinto all’unanimità dei presenti (i proponenti hanno abbandonato la seduta prima della votazione), lo scioglimento anticipato del comitato rappresenterebbe la violazione del mandato formale di cui al regolamento comunale; la negazione della possibilità di firmare a quei cittadini che lo vorrebbero sino al termine ultimo del 10 luglio 2018; la manifestazione di rinuncia da parte del comitato con conseguente umiliazione delle aspettative aperte ai cittadini che hanno già firmato».
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