La Regione: niente più organico al Cirsu

Sospeso il conferimento a Grasciano della frazione umida, i Comuni cercano alternative: la più comoda è Carapollo
GIULIANOVA. Quello che tutti si aspettavano da giorni è accaduto: la Regione ha sospeso, con effetto immediato, il conferimento del materiale organico negli impianti Cirsu di Grasciano. Il provvedimento di sospensione è stato firmato mercoledì scorso da Franco Gerardini, dirigente regionale del servizio gestione dei rifiuti, in seguito alla relazione dell’Arta. Quest’ultima ha riscontrato, tra settembre e dicembre 2015, ben 18 criticità all’interno dei padiglioni di Grasciano, gestiti dalla ditta Csa Scarl. Una di queste criticità è la mancanza di separazione tra i diversi compartimenti di rifiuti, e sarebbe la causa dei cattivi odori che si sentono da mesi in tutta la vallata. Nella relazione dell’Arta sono stati segnalati anche perdite di percolato, emissioni non controllate e conferimento di tipologie di rifiuti non conformi.
Già qualche giorno fa, il sindaco di Notaresco Diego Di Bonaventura aveva dichiarato di sentirsi in dovere di intervenire, in quanto massima autorità sanitaria del territorio, dichiarando l’intenzione di voler chiudere l’impianto, in caso la Regione non fosse intervenuta nel giro di 48 ore. Con la disposizione del dirigente regionale, però, i timori del sindaco sono stati quanto meno attenuati. Ora la ditta che gestisce la discarica dovrà provvedere, entro un mese, al ripristino di condizioni più salubri all’interno della discarica (che rischia anche di essere oggetto di ulteriori provvedimenti da parte della Regione, come specificato nella disposizione dirigenziale), ma potrà presentare, nei prossimi 7 giorni, le sue controdeduzioni al provvedimento. La ditta, in ogni caso, è tenuta ad adempiere, nel più breve tempo possibile, alle prescrizioni indicate dall’Arta. A Grasciano conferiscono, oltre ai sei comuni soci del Cirsu, consorzio dichiarato fallito lo scorso settembre dal tribunale di Teramo, più della metà dei comuni del Teramano. Già da diverso tempo, però, la discarica serviva solo da centro di trasferenza per i rifiuti organici, che venivano poi trasferiti in altre province per essere trattati. Per ora, dunque, non sembra ci siano grossi rischi per il servizio di raccolta e smaltimento nei comuni. Se però al polo dovesse essere sospesa l’Aia, ossia l’autorizzazione ambientale, tutto il complesso dovrà chiudere seduta stante, e allora sì che si creerebbero dei problemi in quasi tutto il territorio provinciale.
«Ora la dirigente del settore rifiuti Maria Angela Mastropietro», ha spiegato Fabio Ruffini, assessore all’ambiente del Comune di Giulianova, «dovrà individuare un altro sito per il conferimento dei rifiuti, possibilmente vicino, ad esempio Carapollo di Teramo». L’assessore, in ogni caso, ha tenuto a precisare che non ci saranno ripercussioni per i cittadini sulla raccolta differenziata e che l’Ecotedi, gestore unico dei rifiuti comunali giuliesi, passerà a ritirare l’organico come ha sempre fatto. «Non ci saranno disservizi», ha assicurato l’assessore, «il servizio di raccolta verrà assicurato».
Margherita Totaro
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