La Regione prova ad aprire l’autoporto

Pubblicato un avviso per cercare una società di gestione. D’Annuntiis: «È un’infrastruttura strategica per tutto l’Abruzzo»
ROSETO. Dopo 21 anni dalla realizzazione la situazione di abbandono dell’autoporto di Roseto potrebbe sbloccarsi, ma non per l’insediamento delle attività commerciali come spera da cinque anni il sindaco Sabatino Di Girolamo, bensì per la destinazione d’uso originaria di autoporto. La Regione Abruzzo infatti ha pubblicato, tramite il dipartimento Infrastrutture e Trasporti, un avviso per raccogliere le manifestazioni d’interesse per l’affidamento in concessione tramite una gara pubblica dell’autoporto, situato a Santa Lucia nei pressi dell’uscita autostradale di Roseto, e l’oggetto della gara è l’affidamento in concessione della gestione operativa dello stesso. Il termine fissato per il ricevimento delle manifestazioni d’interesse da parte dei player commerciali interessati è il 30 maggio prossimo.
«Quest’importante infrastruttura strategica, realizzata in due lotti entrambi collaudati nell’ormai lontano dicembre 2000», precisa il sottosegretario alla presidenza della Regione Abruzzo, Umberto D’Annuntiis, «purtroppo è rimasta fino a oggi ferma senza che il potenziale commerciale che ha da esprimere venisse mai compreso. Ho voluto così porre l’attenzione regionale su questo sito affinché la grande rilevanza strategica inespressa fino a oggi possa esprimersi come merita e con essa anche tutto l’indotto circostante. L'obiettivo è infatti quello di creare un sistema finalizzato alla movimentazione delle merci e di attribuire a questa infrastruttura un’importanza logistica non solo per la provincia di Teramo, ma per la mobilità delle merci di tutta la regione Abruzzo».
È una lunga storia quella dell’autoporto di Roseto, una struttura di ben 9 ettari, partita 21 anni fa quando furono investiti 13 miliardi delle vecchie lire, attraverso finanziamenti di provenienza pubblica, soprattutto fondi dell’Unione europea. La struttura però, che era stata pensata come un percorso alternativo al trasporto su gomma, non è mai decollata, a parte l’insediamento di alcune aziende locali, sulle quali però pesa ancora oggi un contenzioso: il Comune prima del 2000 fece infatti un esproprio di quei terreni, di proprietà di Pasquale Boccabella e degli eredi Garzia, a un prezzo inferiore rispetto alla richiesta dei proprietari, che fecero partire subito la causa vincendola. Il Comune ha così dovuto pagare ben 6 milioni di euro, anticipandoli, e ora dovrebbe rivalersi sugli artigiani che sono insediati lì con le proprie aziende da diversi anni. Con questo provvedimento della Regione, il sindaco Di Girolamo potrebbe veder svanire il suo auspicio di insediare attività industriali nella zona: la precedente giunta regionale, guidata dal presidente Luciano D’Alfonso, aveva preparato una legge che avrebbe accelerato la riconversione dell’autoporto da zona agricola a zona produttiva, ma l’attuale giunta regionale guidata dal presidente Marco Marsilio non ha giudicato idonea quella legge e ora spera di dare in gestione l’autoporto.
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