La Rolli vuol cambiare contratto

5 Giugno 2014

Passerebbe a quello dell’agricoltura, interrogazione di Melilla

ROSETO. La ditta Rolli cambia contratto e le forze della sinistra si mobilitano. I vertici aziendali hanno infatti annunciato che, dal 1° luglio, applicheranno il contratto del settore agricolo e non più quello dell’industria alimentare. La notizia ha avuto un effetto dirompente tra i circa 200 tra impiegati e operai a tempo indeterminato e oltre 600 addetti stagionali, per i quali il passaggio significherebbe rinunciare a una significativa percentuale di salario mensile e a numerose tutele, non solo normative ma anche contributive. In allarme i sindacati, che chiedono di capire se effettivamente i vertici della Rolli possano procedere a una simile operazione e, soprattutto, con quali modalità. La questione sarà portata all’attenzione dei ministri competenti, cui il deputato Gianni Melilla si è rivolto con un’interrogazione. «In questa situazione di estrema incertezza», si legge nella premessa, «i vertici aziendali intenderebbero cedere lo stabilimento teramano alla cooperativa Salpa. Per questo chiedo ai ministri del Lavoro e dello Sviluppo economico, se non ritengano doveroso convocare le parti sociali per verificare il piano industriale e cercare soluzioni produttive e occupazionali adeguate che salvaguardino il futuro lavorativo dei lavoratori e del territorio».

Preoccupazione anche del circolo rosetano di Rifondazione che segnala «il grave arretramento dal punto di vista dei diritti acquisiti» si legge nella loro nota «in una fabbrica come Rolli, dove molti operai vivono stagionalmente l’ansia della fine del contratto, questa decisione aziendale sembra assumere l’aspetto di un vero e proprio ricatto. Un ricatto inaccettabile e ci aspettiamo che la politica, che tanto ha fatto per l’industria Rolli in questi anni ottemperando a qualsiasi richiesta, non si tiri indietro». (f.ce.)

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