La Sala rosa delle denunce intitolata a Melania Rea

TERAMO. La Sala rosa allestita nel comando provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno, destinata a raccogliere le denunce per violenze di genere, sarà intitolata a Melania Rea, la 28enne massacrata...
TERAMO. La Sala rosa allestita nel comando provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno, destinata a raccogliere le denunce per violenze di genere, sarà intitolata a Melania Rea, la 28enne massacrata con 35 coltellate. Per quell’omicidio il marito Salvatore Parolisi, ex caporalmaggiore dell'esercito e all’epoca dei fatti istruttore del 235° Reggimento Piceno nella caserma di Ascoli, è stato condannato a 20 anni in via definitiva.
Melania, mamma di una bambina all’epoca dei fatti di 18 mesi, venne trovata morta nel boschetto delle Casermette di Ripe di Civitella del Tronto qualche giorno dopo la sua scomparsa denunciata proprio dal marito. La cerimonia d'intitolazione della Sala rosa è in programma il 5 giugno alla caserma Piermanni. L'iniziativa rientra nel progetto “Una stanza tutta per sé” del Soroptimist di Ascoli. Alla cerimonia, che avrà luogo al termine dei festeggiamenti per il 205° anniversario della Fondazione dell'Arma, sono stati invitati i familiari di Melania. I genitori e il fratello, che vivono a Somma Vesuviana, da tempo hanno dato vita ad una fondazione impegnata proprio contro le violenze sulle donne. Tre gradi di giudizio in cinque anni hanno stabilito che Melania è stata uccisa dal marito il 18 aprile del 2011 nel bosco delle Casermette. Dall’ergastolo del primo grado con il rito abbreviato Parolisi è passato ai trent’anni in appello e, successivamente al ricorso in Cassazione che ha eliminato l’aggravante della crudeltà, agli attuali vent’anni che oggi l’uomo sta scontando nel carcere di Pavia. L’ex militare ha sempre ripetuto che non ha ammazzato sua moglie, che l’ha tradita ma non uccisa.
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