La scelta dell’Ipsia senza sede: fare lezione anche di pomeriggio

8 Settembre 2021

Lo ha deciso il consiglio d’istituto, che non vuole utilizzare gli spazi ricavati dalla Provincia al Pascal Di Bonaventura punge il Comune: «Voglio la restituzione delle aule concesse al Falcone-Borsellino»

TERAMO. A lezione il pomeriggio pur di evitare un'ulteriore “spezzatino” di aule al Pascal. È la decisione del consiglio d'istituto dell'Ipsia Marino, emersa nel corso della conferenza scolastica e della successiva riunione con gli istituti coinvolti, che si sono svolte ieri in Provincia proprio per cercare una soluzione condivisa. La Provincia, in ogni caso, metterà a disposizione del Marino le nove aule ricavate al Pascal.
Ad aprire l'incontro nella sede di via Milli è stata una lunga conferenza scolastica alla quale la Provincia ha invitato a partecipare anche la Consulta degli studenti, che si è dissociata nei modi dalla protesta messa in atto da docenti e studenti dell'Ipsia, e lo stesso comitato degli insegnanti dell’Ipsia; vi ha preso parte il nuovo dirigente scolastico provinciale Massimiliano Nardocci che negli anni passati aveva già diretto l’ufficio teramano. Al tavolo “ristretto” si sono confrontate invece le dirigenti del Di Poppa - Rozzi Caterina Provvisiero, dell’Einstein Clara Moschella, dell’Iis Alessandrini-Marino Stefania Nardini, la nuova dirigente del Milli Manuela Divisi, il consigliere delegato all’edilizia scolastica Luca Frangioni, il dirigente tecnico Francesco Ranieri e naturalmente Nardocci. La certezza uscita dalle due riunioni, così come annunciato dalla preside Stefania Nardini, è che il consiglio d’istituto del Marino ha deliberato l’istituzione di un orario prolungato, mattina e pomeriggio. «Una soluzione sofferta e certamente sacrificata per docenti e studenti», ha detto, «ma che viene preferita a un'ulteriore delocalizzazione della scuola. Naturalmente con la certezza che si avvii subito il percorso per la nuova scuola». Al momento gli studenti del Marino sono divisi fra l’Alessandrini, il Milli, l’Ipsia e lo Scientifico. Con l’orario lungo potrebbero continuare a condividere i laboratori restando nel polo di San Marino.
La Provincia, dal canto suo, ha recuperato sei aule al Pascal (nell’ala inagibile classificata B in via Cona) che metterà comunque a disposizione; in quel plesso, con ulteriori lavori che saranno condotti nei prossimi mesi, si possono arrivare a recuperare 18 aule. Quando la Croce Rossa andrà via – tutti si augurano nell’arco di due/tre mesi – si recupereranno altre tre aule al Comi 2 (quattro sono già pronte); qui dall’ex appartamento del custode si può ricavare tutta la segreteria per lo Scientifico Einstein, che da via San Marino si trasferirebbe in viale Bovio.
Nel corso della conferenza scolastica non sono mancato toni polemici, con il presidente Diego di Bonaventura che, a fronte della partecipazione di alcuni consiglieri di maggioranza del Comune alla manifestazione di protesta di docenti e studenti dell'Ipsia, ha lanciato una provocazione nei confronti del Comune. «Se ci dividiamo ora, se ora non riusciamo a trovare una soluzione, cosa faremo quando dovremo delocalizzare oltre 500 studenti che dovranno lasciare le scuole che devono essere ricostruite ex novo?», ha detto Di Bonaventura, «ho scritto al sindaco di Teramo per la restituzione di tutte le aule occupate dall’Istituto comprensivo Falcone-Borsellino che ospitiamo al Forti: 350 alunni. Facile strumentalizzare. Io comprendo i ragazzi, le loro famiglie, gli insegnanti: ma chi svolge un ruolo nelle istituzioni deve essere serio. E se non siamo seri e solidali oggi, in una città terremotata con tanti edifici chiusi, come faremo quando dovremo trovare una soluzione per le scuole da abbattere e ricostruire?».
Alla riunione era presente anche la dirigente del Falcone-Borsellino, Letizia Fatigati, che a sua volta avrebbe bisogno di qualche aula in più: anche lei, a Villa Tordinia, ha un plesso inagibile per il sisma.
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