La scuola al Paese riapre per il referendum

Tortoreto, a tempo di record gli ultimi lavori, dopo il voto torneranno gli alunni al primo piano
TORTORETO. Il referendum costituzionale mette fretta al Comune di Tortoreto: basta ritardi e rinvii, la scuola elementare e media del centro storico, chiusa da un anno e mezzo, deve riaprire entro il 4 dicembre per ospitare i seggi elettorali. Questa la volontà resa pubblica dall'ente guidato dal commissario prefettizio Francesco Tarricone, che nei giorni scorsi ha avviato l'iter per la conclusione dei lunghi lavori di adeguamento sismico.
Per la riapertura dell'edificio, infatti, manca il ripristino degli impianti idro-termo-sanitario, prevenzione incendi, elettrico e rivelatori di fumi, che costerà all'ente poco meno di 25mila euro e che dovrà essere eseguito «con urgenza». La novità è importante, perché rappresenta una risposta immediata alle polemiche che i genitori degli studenti delle scuole del Lido avanzano con forza dall'ultimo sisma, quello del 30 ottobre: il sovraffollamento delle aule delle due scuole di via Oberdan, dove da un anno e mezzo sono ospitati anche alcuni studenti del centro storico, che quindi presto potranno tornare a seguire le lezioni nell'edificio di via XX settembre. Resterà probabilmente fuori sede, invece, quell'ampia parte degli studenti del centro storico che è ospitata nella scuola di Salino. L'obiettivo del Comune, infatti, è di aprire entro il 4 dicembre solo il primo piano della scuola di via XX settembre, mentre per gli altri livelli bisognerà attendere ulteriori verifiche. Diverse, del resto, le criticità incontrate nell'opera di adeguamento sismico della scuola che, cominciato a giugno 2015, sarebbe dovuto durare solo pochi mesi, subendo invece ritardi e rinvii proprio a causa di imprevisti. Da qui la necessità di ulteriori verifiche sulla struttura richieste dai tecnici del Comune prima di dare l'ok alla riapertura totale dell'edificio.
Quella della carenza di edifici scolastici non è comunque l'unica problematica annosa che di recente è tornata al centro del dibattito. C'è infatti anche quella della condizione idrogeologica della città e di alcuni interventi già previsti da tempo ma non ancora realizzati per il suo miglioramento. Tra questi, c'è la realizzazione della condotta di raccolta delle acque bianche in via Spataro, che l'ente ha voluto rilanciare definendo l'esproprio dell'area privata necessario all'opera. Per fare questo, ha dovuto anche risolvere bonariamente una volta per tutte, stanziando 7mila euro, un contenzioso creatosi in passato per l'esproprio necessario alla realizzazione del sottopasso della stessa arteria.
Luca Tomassoni
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