La spiaggia del Lido d’Abruzzo invade la riserva del Borsacchio

10 Giugno 2017

Il Comune autorizza un ampliamento temporaneo del 50 per cento dopo i danni dell’erosione Ma scoppia la polemica. Borgatti e Vallarola: «È un’area protetta, bisogna fare attente verifiche»

ROSETO. Una lunga spiaggia a ridosso della riserva del Borsacchio che presto raddoppierà le sue dimensioni. Siamo a nord di Roseto, davanti al villaggio turistico “Lido d’Abruzzo”, una tra le strutture più grandi del centro-sud con i suoi 68mila metri quadrati che può ospitare, a pieno regime, circa 1.500 persone. In quel tratto la spiaggia è soggetta a forte erosione e negli anni si è ristretta metro dopo metro, fino a diventare una piccola lingua dove trovano posto solo due file di ombrelloni.
Martedì 6 giugno la giunta comunale di Roseto ha deliberato un provvedimento che permette alla ditta edilizia “Tris srl” (villaggio Lido D’Abruzzo) un ulteriore ampliamento temporaneo dell’arenile del 50 per cento in più, passando da 200 a circa 400 metri. «Il titolare del Lido d’Abruzzo Bruno Ciutti ha chiesto l’allargamento temporaneo della concessione», dice il vicesindaco Simone Tacchetti, «sfruttando l’articolo 69 della legge regionale numero 6 dell’8 febbraio 2005, che gli dà la possibilità di avere un certo numero di metri in base alle unità abitative presenti all’interno del villaggio. Come accaduto negli anni passati anche noi abbiamo concesso l’ampliamento». Parte della spiaggia, però, è all’interno della riserva naturale del Borsacchio che ospita diverse specie di flora e fauna, alcune anche protette. L’articolo 69 della legge regionale 6 dice che «all’interno della riserva sono consentiti, in attesa dell’approvazione di un piano di assetto naturalistico, gli interventi previsti dal piano paesistico, ma sono vietati una serie di interventi come, per esempio, l’alterazione delle caratteristiche naturali». La delibera di giunta afferma infatti che «dovrà essere verificato l'effettivo arretramento dell'arenile e la conseguente necessità di ampliamento del fronte in concessione; deve essere evitata ogni alterazione delle caratteristiche naturali della spiaggia verificando l'eventuale presenza sui luoghi di specie vegetali spontanee o di nidificazioni di specie protette«. Su questo punto interviene Marco Borgatti, esponente della sinistra rosetana. «Proprio in quella zona sono stati segnalati dei nidi di Fratino», osserva Borgatti, «io esprimo forti dubbi sul fatto che sia stata rilasciata questa autorizzazione all’ampliamento dell’arenile pur sapendo che lì vicino sono stati segnalati dei nidi di carlinus alessandrinus.. Prima di rilasciare certe autorizzazioni è bene fare determinate verifiche, essendo appunto una riserva naturale». Fabio Vallarola, ex commissario della riserva del Borsacchio, specifica alcuni concetti. «Il piano demaniale regionale consente una compensazione delle dimensioni se l’erosione ha tolto una parte della concessione perché il titolare paga un canone e gli spetta una certa quantità di metri quadrati di spiaggia», dice Vallarola, «dentro le riserve però lo stesso piano demaniale dice che bisogna fare attenzione e rispettare le normative della riserva e quindi sarebbe opportuno che prima si facesse una verifica attenta della zona e poi attuare la delibera che concede l’ampliamento».
Luca Venanzi
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