La storia marinara di Martinsicuro è finita

L’armatore Scarpantoni: sono rimaste tre lampare e cinque volanti, rottamate tutte le altre barche
MARTINSICURO . La pesca è stata la storia dell’economia di Martinsicuro, per tanti anni la risorsa economica di molte famiglie della cittadina. Ma è una storia che dalla fine degli anni Ottanta si è andata spegnendo ed ora le famiglie che vivono con la pesca sono rimaste poche. Trent’anni fa gli armatori di Martinsicuro erano la forza della flotta peschereccia che faceva scalo nel porto di San Benedetto del Tronto, uno dei bacini pescherecci più importanti di tutta la costa adriatica. «A quei tempi attraccavano nel porto marchigiano 24 lampare e circa 10 volanti», ricorda Gilberto Scarpantoni, un armatore di vecchio stampo che ha vissuto la storia della marineria truentina, «adesso ci sono solo tre lampare: Iside, Brivido ed Emanuele. Per quest’ultima sono in corso le pratiche per la demolizione. Ci sono poi cinque barche che fanno la pesca "volante". Negli anni Ottanta la pesca con le lampare era molto diffusa nella zona e molti imprenditori della pesca di Martinsicuro erano impegnati in questo settore, dando impiego a moltissimi abitanti della cittadina».
Un tipo di pesca, quella con le lampare, che si svolgeva in estate e permetteva, ogni giorno, di portare a terra centinaia di casse di pesce. Tali imbarcazioni, terminata la stagione estiva, venivano trasformate in volanti per un altro tipo di pesca. A queste si aggiungevano le vongolare, imbarcazioni impegnate nella pesca delle vongole: la maggior parte faceva scalo al porto di Giulianova.
Perché questo declino? «Ci sono diversi fattori che hanno portato al declino della flotta peschereccia di Martinsicuro», le considerazioni di Scarpantoni, «il fattore principale è che di anno in anno il pesce nell’Adriatico è sempre meno. Poi le restrizioni che si sono avute nel corso degli anni, la sempre più spietata concorrenza con le altre nazioni ed infine il ricambio generazionale. Se una volta i giovani andavano sin da giovanissimi sulle barche da pesca, dove in quegli anni si guadagnava bene, adesso i giovani non amano sacrifici come alzarsi presto o passare alcuni giorni a settimana in alto mare e lontani da casa. Con il passare degli anni sempre più giovani hanno preferito entrare nelle fabbriche piuttosto che salire sulle imbarcazioni da pesca e quello che era il vanto di Martinsicuro è venuto sempre meno. Poi, con l’inizio della rottamazione delle barche, è stato dato il colpo di grazia al settore, almeno per quanto riguarda la nostra cittadina: gli armatori truentini, visto che il settore non trainava più e che erano sempre meno quanti si avvicinavano alla pesca, hanno deciso di rottamare le imbarcazioni».
La lunga storia marinara di Martinsicuro sembra dunque rimasta solo un ricordo. Una storia che ha visto diversi marittimi truentini morire sul lavoro.
Sandro Di Stanislao
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