La tassa di soggiorno spiazza albergatori e operatori turistici

Roseto, reazioni all’annuncio degli assessori: «Ma in campagna elettorale non avevano detto no?» La portavoce dei campeggi: «L’assenza dell’imposta è un vantaggio per le prenotazioni»
ROSETO. «Ma in campagna elettorale non avevano forse detto no alla tassa di soggiorno?» . Gli operatori turistici rosetani si sono ritrovati spiazzati dall’iniziativa annunciata dagli assessori comunali a turismo e bilancio, Carmelita Bruscia e Antonio Frattari, i quali hanno svelato di aver iniziato da tempo a lavorare sull’ipotesi di istituire la tassa di soggiorno a Roseto.
Anzi, secondo quanto anticipato dai due componenti dell’esecutivo, sarebbe già stato deciso come destinare il gettito dell’eventuale imposta, e cioè «finanziare interventi a diretta finalità turistica», si legge infatti in una loro nota congiunta, «compresi quelli a sostegno di strutture ricettive, di promozione turistica-culturale, di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali, nonché ai relativi servizi pubblici locali». Sembrerebbe dunque tutto già stabilito, anche se manca ancora un piccolo dettaglio: sentire cosa ne pensano i diretti interessati. «Applicare la tassa di soggiorno sarebbe un’operazione antituristica», tuona Danilo Di Cristoforo, titolare dello stabilimento balneare Lo Smeraldo, «tale imposta andrebbe infatti a gravare sull’intero settore e non solo su quello ricettivo. Non bisogna dimenticare che una delle prime domande che i potenziali clienti rivolgono al momento della prenotazione riguarda proprio l’applicazione o meno della tassa». «Applicare o meno la tassa di soggiorno fa la differenza», interviene Katia Soardi, portavoce Faita (l’associazione dei campeggi) e responsabile dell’Eurcamping, «se i paesi vicini ce l’hanno e il nostro no è sicuramente un vantaggio al momento della prenotazione». Altro aspetto da valutare è legato alla tempistica. «Cataloghi e prezzi della prossima stagione estiva sono già on line», spiega Ivano Ortelli, titolare del villaggio vacanze Surabaja, «quindi nel caso l’istituzione dell’imposta sarebbe per l’estate 2018. Ad ogni modo nessun preconcetto, soprattutto se può servire a migliorare le criticità di Roseto, ma di certo bisognerebbe parlarne prima e in maniera assai approfondita per valutarne tutti gli aspetti». Contrari all’istituzione dell’imposta anche gli albergatori. «Chi ha pensato questo di certo non si rende conto della situazione generale», dice infatti Giuseppe Olivieri, titolare dell’hotel Roses, «qui siamo a un bivio: o si fa turismo o vi si rinuncia. Di località come Roseto ce ne sono tante, quindi il turista ha una vasta scelta, pertanto applicare la tassa di soggiorno si tradurrà inevitabilmente in un calo di presenze. Se i nostri amministratori vogliono rendersene conto di persona possono venire a fare esperienza nel mio albergo così potranno assistere di persona alle trattative che facciamo quotidianamente con i clienti, la maggior parte dei quali spacca il centesimo».
Federico Centola
©RIPRODUZIONE RISERVATA

