La tassa di soggiorno torna come prima

13 Maggio 2022

L’amministrazione dovrà applicarla solo per i tre mesi estivi, accolto il ricorso di consiglieri d’opposizione e operatori

ROSETO. L’amministrazione comunale dovrà riportare il periodo di applicazione della tassa di soggiorno a tre mesi, ovvero giugno, luglio e agosto, e sarà costretta a fare una variazione di bilancio perché l’incasso previsto per il 2022 diminuirà. A stabilirlo è l’ordinanza numero 89 del 12 maggio 2022 del Tar Abruzzo firmata dal presidente Umberto Realfonzo e da Mario Gabriele Perpetuini che ha accolto la richiesta di sospensiva – presentata dai consiglieri di opposizione Teresa Ginoble e Francesco Di Giuseppe e dall’associazione Roseto Incoming-Operatori turistici Roseto – delle delibere numero 1, 2 e 3 del 24 gennaio 2022 con le quali il consiglio comunale di Roseto aveva proceduto all’approvazione del Dup 2022-2024, della modifica al regolamento dell’imposta di soggiorno e del bilancio di previsione 2022-2024. L’ordinanza inoltre prevede l’udienza pubblica per la discussione del ricorso il 19 ottobre 2022.
L’attuale maggioranza aveva deciso di aumentare le tariffe dell’imposta di soggiorno ed estendere il suo periodo di applicazione, da tre a sette mesi, prevedendo un introito per il 2022 di 450mila euro (che ora scenderà a 300mila). Durante il consiglio comunale del 24 gennaio alcuni consiglieri di opposizione presentarono degli emendamenti alle delibere sull’imposta di soggiorno, circa 1.500 in tutto, ma la presidente del consiglio Gabriella Recchiuti decise di accorparli e furono tutti bocciati. Proprio su questo aspetto l’ordinanza parla chiaro. «Al fine di evitare la proposizione degli emendamenti a soli fini ostruzionistici», si legge nell’ordinanza, «che potrebbero paralizzare i lavori del consiglio anche dove si inserisse la possibilità di organizzare i lavori con strumenti di semplificazione, il metodo dell’accorpamento degli emendamenti omogenei deve essere introdotto con apposita modifica nel regolamento comunale».
La stessa motivazione, come è specificato nell’ordinanza, è contenuta nella sentenza del Tar Abruzzo del 2019 relativa al ricorso presentato a marzo 2018 contro l’istituzione della tassa di soggiorno, tra gli altri, anche da Adriano De Sanctis, presidente dell’Ara Albergatori, e dagli attuali amministratori e allora consiglieri di opposizione Enio Pavone, Angelo Marcone e Mario Nugnes. Sempre secondo l’ordinanza, l’amministrazione può applicare l’imposta di soggiorno ma secondo le delibere approvate nella precedente amministrazione. «Dalla sospensione dei provvedimenti», continua l’ordinanza, «non deriva alcun danno grave e irreparabile al Comune in quanto tornerebbe in vigore la disciplina precedente».
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