La tassa di soggiorno torna in aula: sarà un consiglio fiume

All’ordine del giorno i 1.400 emendamenti dell’opposizione Si prevede una seduta a oltranza di due o tre giorni
ROSETO. Per annullare gli effetti della sospensiva del Tar Abruzzo delle delibere inerenti la tassa di soggiorno approvate nel consiglio del 24 gennaio, nel prossimo consiglio comunale di giovedì prossimo l’amministrazione porterà di nuovo le delibere 1, 2 e 3, e questa volta verranno discussi gli oltre 1.400 emendamenti, presentati da alcuni consiglieri di opposizione, uno per uno.
Si prospetta dunque una seduta lunghissima, ad oltranza, che potrebbe durare due, se non tre giorni. «Siamo spiacenti e delusi di dover occupare la massima assise comunale per giorni e giorni a trattare gli emendamenti seriali ed ostruzionistici da parte della minoranza che nulla hanno portato, portano e porteranno di concreto alla discussione di questa importante tematica, ma non possiamo fare altrimenti», sottolinea l’amministrazione rosetana in una nota, «infatti la tutela dell’interesse pubblico alla certezza della programmazione, funzionale alla realizzazione del programma di governo, ci impone, in via prudenziale, di prendere atto dell’ordinanza cautelare del giudice e adoperarci per rimuovere il vizio presunto. Vizio puramente formale, consistito nell’aver accorpato la discussione degli oltre 1.400 emendamenti presentati da una parte della minoranza». La legge infatti prevede la possibilità di convalida del provvedimento annullabile tornando in consiglio comunale. «Siamo certi», continua la nota, «che i cittadini sapranno comprendere, anche da questo modo di fare, chi ha realmente a cuore il bene di Roseto e che invece lavora solo per ostacolare il benessere del territorio».
Non la pensano così i referenti del gruppo “Identità Culturale Rosetana”, che a gennaio esprimeva un consigliere di opposizione, William Di Marco, che poi si è dimesso. «In consiglio, quando a gennaio fu discussa l'imposta di soggiorno, ribadimmo che la stessa era inopportuna sia nell'aumento delle tariffe sia nel periodo di attuazione», dice Di Marco, «rimarcando che la procedura era lacunosa e si prestava a ricorsi, come era già avvenuto in passato, proprio su sollecitazioni degli allora consiglieri Pavone, Marcone e Nugnes. Invece la maggioranza andò avanti, e nemmeno una sospensione voluta da Pavone in quella seduta riuscì a farla desistere, con il risultato di collezionare l'ennesima brutta figura nei confronti di cittadini, turisti e amministrativi che devono rimodulare l'intero bilancio».
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