La Team per ora non può risparmiare sul call center

Il Tar impone di affidare il servizio per un anno a un privato per 117mila euro Ranalli e Verna: «Alla scadenza si deve cambiare, c’è personale in esubero»
TERAMO. Una sentenza del Tar obbliga la Teramo Ambiente ad attivare per un anno il servizio di contact center (ovvero un call center riservato ai rapporti con l’utenza) affidato all’esterno con una spesa di 117mila euro. Per l’anno prossimo la municipalizzata che si occupa di igiene urbana e cimiteri pensa però a internalizzare il servizio utilizzando il personale amministrativo in esubero.
La questione è stata sollevata dal consigliere comunale Maurizio Verna, che ha diffuso mieri la seguente nota: «I mesi trascorsi dalla nomina a presidente della Team dell’avvocato Luca Ranalli spero siano serviti allo stesso per affrontare le problematiche emerse nei mesi scorsi circa le spese ingiustificate da parte della stessa partecipata e fatte pagare ai cittadini teramani, con una delle Tari più alte in Italia. Tra queste spese ingiustificate brilla quella incredibile di 117.000 euro per un contact center di cui non se ne ravvede, né oggi e nemmeno in passato, la necessità, soprattutto dopo il proliferare di assunzioni di personale amministrativo fatte dalla Team a guida centrodestra in questi ultimi 14 anni. Quindi invito il presidente Ranalli ad intervenire in modo netto e deciso su questa inutile spesa, come per le altre, attraverso una riorganizzazione e formazione del cospicuo e sovradimensionato personale amministrativo della Team».
Luca Ranalli risponde così a Verna: «Il Tar ha disposto che il contratto di contact center debba essere fatto in favore della società Brizzi srl (che ha recentemente vinto il ricorso proposto contro l’assegnazione del servizio a un’altra impresa, ndr), ragione per cui dovremo dare esecuzione a quanto disposto dai giudici e far durare il servizio per un anno. È evidente che nel frattempo si potrà e si dovrà valutare la reinternalizzazione del servizio sia sotto il profilo dell'economicità della gestione che sotto quello delle persone da potergli dedicare, ma anche delle strutture tecnologiche necessarie. Tutto ciò», continua Ranalli, «rientra nella già indicata rivisitazione dell'efficienza societaria nell'ottica di una riduzione dei costi e del miglioramento dei servizi».
Ovviamente la Team per svolgere in proprio il contact center dovrebbe fare un investimento, ma risparmierebbe buona parte dei 117mila euro che oggi deve dare al privato. Ranalli spiega perché: «In Team c'è un esubero di personale, fare il contact center ci permetterebbe di impiegare al meglio questi esuberi. Chiaramente bisognerebbe selezionare e formare alcuni dipendenti, oltre a comprare le attrezzature (computer, centraline). Nei prossimi mesi si analizzeranno tutti i servizi per valutare cosa reinternalizzare. Io comunque», conclude Ranalli, «continuo a pensare che in un'azienda di un certo livello le professionalità e competenze esterne si debbano utilizzare».(d.v.)
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