La Team tutta pubblica spacca Italia Viva Ok per i consiglieri, ma Verticelli la boccia

28 Febbraio 2021

La Team tutta pubblica spacca in due Italia Viva. Se i consiglieri comunali del gruppo, oggi all'opposizione, si dicono soddisfatti dell'accordo raggiunto per l’acquisizione delle quote private della...

La Team tutta pubblica spacca in due Italia Viva. Se i consiglieri comunali del gruppo, oggi all'opposizione, si dicono soddisfatti dell'accordo raggiunto per l’acquisizione delle quote private della Teramo Ambiente da parte dell’amministrazione, seppur con qualche bordata all'indirizzo del sindaco e rivendicando l'operazione come il frutto di una loro battaglia, il coordinatore comunale di Italia Viva Lucia Verticelli (in foto) boccia senza appello la decisione del Comune.
«Come è noto, la battaglia per l’acquisizione delle quote private è integralmente intestata al nostro gruppo consiliare», scrivono Flavio Bartolini, Osvaldo Di Teodoro e Giovanni Luzii, «che ha continuato da tre anni, nonostante l’opposizione preconcetta ed immotivata del sindaco, ad insistere fino al risultato odierno. Purtroppo, la palese incapacità della maggioranza di procedere alla gara a doppio oggetto, intendimento che il sindaco ha sempre manifestato e inserito negli atti amministrativi comunali, è la prova degli errori di gestione, della enorme perdita di tempo e soprattutto di denaro, che hanno dovuto subire i 161 dipendenti della Team e tutti i residenti teramani». In ogni caso, concludono, «pur con gli evidenti errori di rotta e lo sperpero di tempo e denaro, non possiamo non essere felici che la conclusione sia quella più utile per una gestione finalmente efficiente ed efficace dei servizi fino ad oggi resi dalla Team». Di diverso avviso il coordinatore comunale di Italia Viva Lucia Verticelli. «Nel lontano 1994 il servizio comunale di raccolta rifiuti era un disastro», dichiara, «i costi del servizio erano anche alti e si decise di creare Team, società mista con il privato. Sempre nel 1994 gli asili nido comunali funzionavano benissimo, come è sempre stato, e a nessuno venne in mente di privatizzarli. 25 anni dopo la giunta D’Alberto ha rovesciato la storia: la raccolta rifiuti torna pubblica e gli asili diventano privati». Per Verticelli il Comune si troverà dunque a pagare 1.400.000 euro, «per acquistare una società che non vale nulla e per gestire la quale serviranno altri milioni di euro dei contribuenti, al fine di riefficientarla, dotandola di tutte le attrezzature e i mezzi di cui è sprovvista. Un’operazione costosa, molto costosa, una montagna di soldi, un’operazione statalista e dirigista, di cui davvero non si sentiva il bisogno». (a.m.)