La telefonata al fratello «Torno a casa per Natale»

Il congiunto: «Un’emozione fortissima difficile da raccontare, la fine di incubo Nel 2011 poteva scappare, non l’ha fatto perché certo della sua innocenza»
TORTORETO. «Torno a casa per Natale». La voce rotta dall’emozione, la commozione che viaggiava da un capo all’altro del telefono: è così che Denis Cavatassi ha fatto sentire la propria voce ai famigliari, dopo aver trascorso quasi due anni in un carcere di massima sicurezza dall’altra parte del mondo, chiuso in un lungo silenzio rotto solo dalle poche lettere concesse.
Con questa telefonata, nel primo pomeriggio di ieri, ha voluto anche confermare a tutti a Tortoreto che le notizie che giravano da qualche ora erano vere: la Corte Suprema della Thailandia lo aveva fatto tornare un uomo libero e lui aveva già lasciato il carcere. Libero di richiedere il passaporto e di prendere un aereo il più presto possibile, per tornare in Italia e riabbracciare i suoi cari dopo l’inferno. «Ha chiamato appena ha potuto per tranquillizzarci, era felicissimo. Abbiamo provato un’emozione fortissima e difficile da spiegare, che ha cancellato anni da incubo per lui e per noi» a raccontarlo è stato il fratello Adriano.
La sorella Romina, che è stata in prima linea nella difficile battaglia legale che ha coinvolto la famiglia Cavatassi in questi lunghi anni, ha invece ricordato con orgoglio la decisione di Denis di affrontare il processo anziché fuggire dalla Thailandia quando ne aveva la possibilità «il suo desiderio di uscirne a testa alta e di dimostrare la sua innocenza è stato ripagato, sebbene con tanta sofferenza». Nonostante le migliaia di chilometri di distanza, in tanti hanno offerto il proprio contributo a Denis mentre viveva il suo dramma umano, sostenendolo anche nei momenti di massima difficoltà dal punto di vista giudiziario. Qualcuno mostrando la propria vicinanza con iniziative e lettere, grazie al canale di comunicazione attivato nei mesi scorsi dalla Farnesina, altri offrendo un apporto diretto nel tenere i riflettori sul dramma umano che viveva Denis e nel favorire una soluzione favorevole diplomatica e legale per ribaltare la condanna a morte. A tutti loro, la famiglia ha inviato un messaggio: «Ringraziamo tutti quelli che si sono battuti per la sua libertà. Denis torna a casa! Ed è merito di tutti voi».
Lunghissima la lista dei destinatari del messaggio. A partire dal personale del Ministero degli Affari Esteri fino al presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, passando per i legali e le autorità thailandesi. Ma anche scrittori, giornalisti, politici e personalità di livello nazionale. Un grazie sentito, poi, per i concittadini tortoretani e per tutti quelli che hanno fatto crescere il movimento intorno all’hashtag #freedenis. Una menzione speciale, inoltre, per le famiglie di due italiani uccisi all’estero e impegnate in prima linea che hanno sostenuto i Cavatassi, quella di Giulio Regeni e quella di Andrea Rocchelli.
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