La Val Vibrata si gode la vetrina del Giro

14 Ottobre 2020

Entusiasti gli amministratori di Tortoreto: «È stata una giornata storica per la città». Limitati i disagi per la viabilità

TORTORETO. Inattesa e incessante, anche se spezzata da uno squarcio di sole sull’arrivo di Tortoreto Lido, la pioggia non ha fermato la festa rosa della tappa del Giro d’Italia, che ieri ha invaso una Val Vibrata adornata per le grandi occasioni. Tra palloncini, biciclette rosa, cartelloni e striscioni, ai bordi delle strade in centinaia hanno sostenuto non solo gli italiani in sella, ma anche lo slovacco Peter Sagan, tre volte campione del mondo che, dopo una lunga e spettacolare fuga, è riuscito a tagliare per primo il traguardo. Entusiasmante la tappa partita da Lanciano, con i suoi muri durissimi, i due per Tortoreto Alto, quello per Colonnella e quello per Controguerra, in un saliscendi trasmesso nei televisori di milioni di spettatori in tutto il mondo. Tortoreto è stata la protagonista assoluta, con 25 chilometri di percorso dalle sue colline al centro storico fino alla riviera, con le telecamere Rai che indugiavano sulle sue bellezze artistiche e naturalistiche. Grande quindi la promozione turistica per il territorio.
IL COMUNE ESULTA. «Una giornata storica per la città», ha commentato a caldo l’assessore comunale al turismo Giorgio Ripani, sottolineando l’importanza dell’evento per l’attrazione turistica. «Sono soddisfatto del tipo di tappa che la città ha ospitato, avvincente sotto il profilo sportivo e capace di valorizzare le bellezze di Tortoreto e di tutta la Val Vibrata», ha dichiarato invece il sindaco Domenico Piccioni, parlando poi di «successo» e di «capacità di Tortoreto nel gestire eventi di risonanza internazionale», e ricordando anche quanto sia stato complesso organizzare la tappa del Giro d’Italia a causa dei rinvii provocati dalla pandemia. La corsa rosa, infatti, era inizialmente prevista per maggio. E la città aspettava un arrivo di tappa dal 1995, quando sul lungomare tortoretano trionfò Filippo Casagrande. «È un sogno che è diventato realtà», ha commentato il consigliere delegato allo sport Marino Di Domenico, che è tra coloro che si sono più spesi per curare i dettagli del grande evento.
POCHI DISAGI. Limitati, rispetto ai grandi timori della vigilia, inoltre, sono sembrati i disagi per la circolazione, nonostante fossero vietati anche gli attraversamenti degli incroci coinvolti e si siano registrate code sulla Statale Adriatica nel pomeriggio. Ha aiutato, probabilmente, il fatto che i ciclisti abbiano tenuto un ritmo sostenuto, con Sagan che ha tagliato il traguardo poco dopo le ore 16, in anticipo di alcune decine di minuti rispetto al previsto.
LA BETAFENCE. La tappa non è stata occasione di visibilità solo per la promozione del territorio, ma ha anche permesso di dare risonanza al grido dei 155 lavoratori dello stabilimento a rischio chiusura della Betafence di Tortoreto e a quelli dell’indotto della multinazionale delle recinzioni. La carovana rosa è passata infatti proprio davanti ai suoi cancelli, tra il presidio dei lavoratori e i loro striscioni. Durante il passaggio del Giro, i manifestanti hanno anche ottenuto un impegno da parte della Provincia di Teramo, accusata nelle settimane scorse, insieme alla Regione, di essere assente nelle trattative per il salvataggio dello stabilimento dell’azienda. «Il tavolo ministeriale si svolga in presenza e anche con la nostra partecipazione, oltre che con quella della Regione e delle rappresentanze sindacali», ha scritto in una nota il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, lanciando il suo appello al premier Giuseppe Conte, e poi continuando: «La vertenza è giunta a uno snodo cruciale e le passate riunioni non sono state soddisfacenti, a detta dei sindacati e del Mise, proprio per l’atteggiamento sfuggente del management. Si tratta di un caso emblematico il cui esito potrebbe condizionare la decisione di altri imprenditori che hanno investito in Italia», ha detto facendo riferimento al fondo Carlyle, che controlla il gruppo Praesidiad e di conseguenza Betafence. Ha aggiunto poi Di Bonaventura, ringraziando Conte per averci messo la faccia: «Ora la scommessa è frenare la spinta a fuggire altrove. Anche per questo le siamo particolarmente grati per l’attenzione che ha già mostrato di prestare alla vicenda della Betafence e al tempo riservato ai lavoratori dell’azienda di Tortoreto».
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