La Verdi è senza soldi ma non rinuncia a celebrare i 70 anni

Il 16 e il 24 in città due concerti con interpreti di spessore organizzati dalla corale fondata nel 1948 da Vetuschi
TERAMO. I soldi non ci sono, ma il Coro Giuseppe Verdi non rinuncia a festeggiare come si deve il suo 70esimo compleanno. E lo fa regalando a sé e a Teramo “1948-2018. Settant’anni di musica e canto”, due concerti per celebrare la musica oltre che la più antica istituzione culturale cittadina. La corale Verdi, fondata nel 1948 dall’allora ventenne maestro Ennio Vetuschi, oggi gagliardo 91enne, propone venerdì 16 marzo la fantasia “Preludio” e sabato 24 lo “Stabat Mater” di Gioacchino Rossini, abbinando così anche il 150enario della morte del genio pesarese. Il programma è stato presentato ieri mattina, nella sala giunta della sede municipale provvisoria, dal presidente dell’associazione corale Verdi, Italo Di Dalmazio, in compagnia del sub commissario Edoardo D’Alascio e rappresentanti di enti e associazioni: Michele Capomacchia (vice presidente Acs), Sandro Melarangelo (Teramo Nostra), Moreno Fieni (presidente Bim), Anna Maria Ioannoni Fiore (conservatorio D’Annunzio).
Il concerto “Preludio”, ospitato venerdì prossimo dalla sala polifunzionale “Cristina da Pizzano” (ore 21, ingresso gratuito), svarierà tra musica classica, polifonica, lirica, folk, jazz, rock, antica canzone napoletana. Protagonisti di spessore il soprano Simona Antonini, i pianisti Piero Di Egidio e Arturo Valiante, il chitarrista Cristiano Vetuschi, il Coro Verdi diretto da Antonio Di Marco e il Coro Gran Sasso (L’Aquila) diretto da Carlo Mantini. Lo “Stabat Mater” è in programma sabato 24 al teatro Comunale (ore 21, biglietto 10 euro), con replica il giorno dopo a Pescara nella chiesa di Santa Maria del Rosario (ore 20.30). Anche per questo appuntamento interpreti di alto livello: i soprani Manuela Formichella e Sandra Buongrazio, il baritono Luciano Di Pasquale, il tenore David Ferri Durà, il Coro Verdi diretto da Antonio Di Marco, il coro del conservatorio pescarese Luisa D’Annunzio guidato da Corradina Del Zozzo, il Coro giovanile di Abruzzo e Molise diretto da Serena Marino, l’orchestra del conservatorio D’Annunzio, sul podio la bacchetta teramana Luisella Chiarini, presente alla conferenza stampa col maestro Di Marco.
«Il 1948, come tutti gli anni che finiscono in 8, è stato un anno di portenti, come quel ragazzino di vent’anni, Ennio Vetuschi, che fondò il Coro Verdi», ha detto Di Dalmazio, «settant’anni di vita di un coro, il più antico in attività in Abruzzo, non sono pochi. È un traguardo raro per un coro di cantanti non professionisti, un traguardo che premia il volontarismo e ne sottolinea il valore. Queste due serate sono il nostro grazie alla città, un “grazie Teramo” che deve trasformarsi in un “forza Teramo”».
Il presidente della corale è stato un fiume in piena (e in pena) nell’incontro con la stampa, ha citato Cicerone e Flaiano e soprattutto lamentato l’assenza dei contributi pubblici. «Solamente la Fondazione Tercas ci finanzia, con un contributo ridotto a 8mila euro e finalizzato agli aventi, non alla gestione ordinaria». Nonostante la drammatica mancanza di soldi, Di Dalmazio ha assicurato che si faranno le due tradizionali manifestazioni del sodalizio, Giugno in coro e, a settembre, la Rassegna polifonica aprutina. Forse il concerto di Natale. Bisogna ringraziare le sponsorizzazioni private e i soci, ha detto ancora, lanciando poi accuse alla Regione sui 750mila euro di fondi europei per finanziare eventi nel cratere, «che pare saranno spesi, per volontà del presidente, in tre-quattro località». Tra esse, ha detto al Centro il presidente della corale Verdi, ci sarebbe Civitella con una serata di Roberto Benigni, showman dal cachet altissimo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

