La verità su Moro raccontata agli studenti

L’ex parlamentare Grassi espone i risultati della commissione d’inchiesta bis sul caso
TERAMO. Alcune centinaia di studenti delle scuole superiori teramane hanno ascoltato ieri mattina, nell’aula magna dell’università, la verità “indicibile”, e per questo a lungo negata, sul rapimento e l’uccisione di Aldo Moro. A raccontarla in modo appassionato quanto spietato è stato Gero Grassi, l’ex parlamentare pugliese che anni fa propose e ottenne la formazione di una seconda commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro, della quale ha fatto parte. La sua tesi, avallata dai risultati del lavoro di questa commissione (che ha smontato pezzo per pezzo il memoriale dei brigatisti Morucci e Faranda sul quale è basata la verità giudiziaria della vicenda), è che Moro non venne rapito e ucciso solo dalle Brigate rosse, ma fu vittima di un complotto internazionale al quale parteciparono criminalità comune e servizi segreti. Perché? «Perché Moro, come Enrico Mattei, con le sue idee voleva superare il patto di Yalta che nel ’45 aveva diviso L’Europa in due blocchi», ha detto Grassi, «sognava un’Europa unita, forte e autonoma da Washington e Mosca. Prima dell’89 l’Italia si divideva in comunisti e anticomunisti e nella logica delle tifoserie si giustificava qualsiasi azione».
Il convegno, organizzato da Comune e Università di Teramo nell’ambito di un progetto sulla figura di Moro portato avanti dal consiglio regionale della Puglia, è stato fortemente voluto dall’ex parlamentare teramano Serafino Pulcini, che è musicista per diletto e ha composto un brano dedicato a Moro, “La persona prima di tutto”, che ha cantato ieri in aula accompagnato da un gruppo di bravi musicisti, dichiarando: «Spero che anche questa canzone possa tenere re vivo il pensiero politico di Aldo Moro».(d.v.)

