Lacerazioni dopo il parto, chiede di essere risarcita
SANT’OMERO. Un parto naturale dopo un lungo travaglio. Dopo la nascita del figlio le viene diagnosticata una lacerazione vagino-perineale e per questo deve essere sottoposta ad un intervento...
SANT’OMERO. Un parto naturale dopo un lungo travaglio. Dopo la nascita del figlio le viene diagnosticata una lacerazione vagino-perineale e per questo deve essere sottoposta ad un intervento chirurgico. Ora la donna ha deciso di chiedere i danni alla Asl per le conseguenze di quel parto avvenuto nel 2013 all’ospedale di Sant’Omero. Ad assisterla l’avvocato Matteo Mion che ha già presentato richiesta di risarcimento. «Deve ritenersi non adeguato l’approccio del parto per la donna», scrive il legale nella nota inviata all’azienda sanitaria, «che veniva sottoposta a duplice manovra di Kristeller, a somministrazione di ossitocina in assenza di episiotomia, facilitando in tal modo l’instaurarsi di una lacerazione ano-vaginale di IV grado». Si chiede chiarezza anche sull’intervento post partum. «Parimenti opinabile», continua il legale, «sembra essere la condotta post partum sempre dei medici di Sant’Omero i quali, pur in assenza di contestuale indici emergenziali non rendevano effettivamente la paziente partecipe dei reali rischi e delle possibili gravi implicazioni dell’approccio interventistico prescelto e, incomprensibilmente, omettevano di procedere al confezionamento di una colostomia».
Secondo il legale «è pacifica la responsabilità della struttura per avere cagionato un complessivo danno alla persona, in primis costituito da un danno biologico temporaneo e permanente, nonchè dalle ingenti ripercussioni esistenziali e morali dello stesso».
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