Lasciato con i due figli, perseguita la ex

11 Settembre 2017

La compagna lo abbandona, lui resta solo con i bambini. Le invia sms minatori e le piomba nella nuova casa: condannato

TERAMO. Una mamma che abbandona i due figli per un nuovo amore, uno dei due piccoli che finisce in una casa famiglia e l’ex convivente condannato a 7 mesi per stalking.
Sono questi i nodi fondamentali di una storia controversa ambientata in un quartiere popolare alle porte di Teramo. Tutto inizia quando Anna (i nomi sono di fantasia per tutelare l’anonimato dei figli minori) che conviveva da cinque anni con Gennaro, lo lascia. Anna ha un figlio di cinque anni frutto di un precedente matrimonio e un bimbo di un anno e mezzo dal rapporto con Gennaro. Ma dopo cinque anni di convivenza Anna si innamora di un altro uomo. La convivenza con Gennaro si è fatta difficile e le liti sono frequenti, invece la vita con l’uomo di cui si è innamorata, un marocchino, le sembra migliore. Tanto che un giorno va via di casa e si trasferisce a casa del suo nuovo amore, nello stesso quartiere. La scelta è a dir poco radicale: Anna lascia i due figli, anche quello del precedente matrimonio, a Gennaro.
L’uomo resta con i due bambini piccoli e non sa come gestire la situazione. Anna a casa non ci torna e lui inizia a perseguitarla. Passa sotto la casa in cui abita con il marocchino, la chiama a gran voce. Le manda anche degli sms in cui la insulta o le chiede di ritornare a casa dai suoi figli «sennò non sia di che cosa sono capace». O anche: «Non so perchè frequenti certa gente, stai attenta, non ho paura della galera».
Fino a quando con un suo amico rom decide di fare la spedizione a casa di Anna e del marocchino. E’ sera, i due si presentano nell’appartamento e qui piovono parole grosse, insulti, minacce in una vera e propria scena madre. Gennaro vuole ridare ad Anna il figlio avuto dal precedente matrimonio. Alla fine della sfuriata, Anna va dai carabinieri per denunciare l’ex convivente per stalking. Racconta delle volte che l’ex convivente è passato sotto alla sua nuova dimora, racconta dei 6 sms in cui la insulta e la minaccia, racconta di quell’ultima sera, della sortita con l’amico rom. Racconta che ha paura anche a uscire di casa, che non si sente tranquilla.
Nel frattempo i servizi sociali, che seguono la questione da vicino, si attivano e il bimbo avuto dal precedente matrimonio viene sistemato in una casa famiglia, mentre quello più piccolo viene affidato a Gennaro e ai nonni paterni.
L’aspetto giudiziario della storia va avanti. Gennaro e l’amico rom vengono difesi dall’avvocato Ilaria De Sanctis. Alla fine compaiono davanti al giudice che li condanna entrambi a 7 mesi per atti persecutori, pena sospesa.
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