Lavaal, scongiurata la chiusura Gli operai in cassa integrazione

22 Novembre 2018

Mosciano, i 48 dipendenti andranno in Cigs a rotazione per un anno ma l’azienda continua a produrre Boccanera (Cisl): «Dichiarati 28 esuberi, in realtà saranno meno: contiamo che l’industria si riprenda»

MOSCIANO . Scongiurati i venti di chiusura della Lavaal di Mosciano. L’altroieri si è svolto incontro in Provincia per discutere dell’annunciata chiusura dell’azienda che produce maniglie a cui ha partecipato la direzione aziendale, la Rsu e la Fim Cisl.
«La Lavaal voleva portare i libri in tribunale», spiega il segretario della Fim Cisl, Marco Boccanera, «ha infatti circa tre milioni di debiti perchè soffre la concorrenza asiatica: le maniglie che produce sono nello stesso segmento di mercato di quelle cinesi». Ma dopo una lunga trattativa si è trovata una soluzione alternativa alla chiusura annunciata, erano già state inviate le lettere per il licenziamento collettivo dei 48 dipendenti. «Si farà un anno di cassa integrazione straordinaria per un anno», spiega Boccanera, «e i soci ad anno nuovo presenteranno in tribunale domanda di concordato preventivo in continuità: la strategia è di riconvertirsi, di studiare per produrre qualcosa di diverso dalla maniglia standard. In sostanza si è riusciti a salvare il sito. L’azienda ha dichiarato 28 esuberi, ma siamo riusciti a far ritirare i licenziamenti».
La Cigs sarà a rotazione e i lavoratori che vorranno potranno usufruire dell’assegno di ricollocazione: se il dipendente vuole può fare un percorso di formazione con l’Anpal e magari ricollocarsi nel mondo del lavoro, grazie a un bonus. «Ci interessava salvare il sito: la provincia non può permettersi un’altra chiusura», aggiunge il segretario della Fim, «e poi non è detto che ci siano 28 esuberi: speriamo che l'azienda riparta nella produzione. In ogni caso l'azienda ha firmato un accordo secondo cui per 24 mesi deve usufruire del bacino dei 28 lavoratori in Cigs in caso di necessità di nuovo personale. Ma comunque auspichiamo che alla fine dell'anno di Cigs l'esubero sia sceso».
La Lavaal proviene da un fallimento, avvenuto nel 2012. Un imprenditore tunisino e uno spagnolo costituirono la Lavaal international e presero in affitto capannoni e macchinari (che poi acquistarono nel 2017) dalla procedura. «I proprietari ora hanno deciso di reinvestire perchè ci credono: snellendo l’azienda e abbattendo un po' i costi hanno buone possibilità di rilanciarsi sul mercato, anche perchè Lavaal è un marchio conosciutissimo nel mondo», osserva il sindacalista. Sulla via di una soluzione anche dei sospesi che l’azienda ha nei confronti dei lavoratori per i fondi pensione: «li riappianeranno», precisa Boccanera, «e faranno un piano di rientro rispetto ai debiti che hanno. L’accordo è frutto di un lavoro del sindacato ma anche del tavolo delle politiche industriali della Provincia (che è recentemente passato alla Regione, anche se per ora resta a Teramo, ndr). Le vertenze locali si devono gestire a Teramo: è stata una scelta sbagliata annettere il servizio alla Regione: delle crisi è fondamentale di discutere sul territorio e con i funzionari espressione del territorio». (a.f.)
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