Lavori alla scuola Lucidi, altre indagini

Il gip ordina accertamenti sull’adeguamento sismico dopo il no alla seconda richiesta di archiviazione dell’inchiesta
TERAMO. Nei giorni in cui le date scandiscono dolorosi anniversari, le scosse senza fine restano nella memoria dei genitori che si apprestano a vivere un nuovo anno scolastico nell’incertezza. A cominciare da quelli della scuola elementare Noè Lucidi che non hanno mai smesso di chiedere chiarezza .Nei mesi scorsi il gip Domenico Canosa ha accolto la loro opposizione dicendo no alla seconda richiesta d’archiviazione fatta dalla Procura e disponendo ulteriori indagini sui lavori di adeguamento sismico effettuati nella scuola. E le indagini, in particolare accertamenti tecnici, sono state avviate dalla Procura (il pm Francesca Zani è il titolare del fascicolo) con l’affidamento di una integrazione della consulenza tecnica.
L’esposto presentato nel 2016 da un gruppo di genitori, rappresentato dall’avvocato Monia Terzilli, chiedeva di fare chiarezza proprio sui lavori eseguiti per l’adeguamento sismico dell’edificio scolastico. Ed è su questo che il gip ha puntato i riflettori. Nell’ordinanza il magistrato ha chiesto, in particolare, di fare chiarezza sulla differenza esistente tra lavori di adeguamento sismico e lavori di miglioramento sismico. «Può sin da adesso indicarsi al pm», si legge nell’ordinanza, «lo svolgimento di ulteriore attività di indagine consistente nell’integrazione dell’elaborato consulenziale, atto ad acclarare, in ragione della documentazione in atti e di altra acquisenda ed ove possibile alla luce della normativa regolante la materia, le differenze esistenti tra procedimento e lavori per “adeguamento sismico” rispetto a procedimento e lavori per “miglioramento sismico” in genere e nel caso di specie avendo cura di stabilire con esattezza quali tipologie di lavoro fossero previsti in sede di progetto e quali siano stati effettivamente realizzati, nonchè ogni altra circostanza atta a meglio delineare le ragioni per le quali, con riferimento ai lavori effettuati presso la scuola denominata “Noè Lucidi” siano stati espletati lavori apparentemente differenti rispetto a quelli progettati». Gli interventi sono quelli relativi al sisma dell’anno 2009 e prima delle scosse dell’agosto e dell’ottobre 2016.
Ma il gip ha chiesto anche di fare indagini, si legge ancora nell’ordinanza, «sulla natura e valenza, nell’ambito del procedimento amministrativo nel quale sono richiesti, della dichiarazione di conformità delle opere al progetto depositato, del certificato di collaudo statico, del certificato di rispondenza delle opere e del sopralluogo di controllo e, avuto riguardo a quelli rilasciati nel caso di specie, se nei medesimi siano presenti profili di falsità o di mendacio con riferimento a quando in essi attestato». Il giudice ha disposto di accertare «natura, modalità, tipologia dei finanziamenti relativi ai lavori effettuati, ricostruendo le varie fasi del procedimento, i soggetti richiedenti e coinvolti, l’ente rogatore, gli atti amministrativi». Da ricordare che, a suo tempo, proprio nel respingere la richiesta di archiviazione, il gip ha disposto l’imputazione coatta per quattro tecnici che si sono occupati dei lavori, di cui due del Genio Civile e due privati. Per tutti l’accusa è quella di falsità ideologica.
Intanto si avvia a conclusione anche lo stralcio della maxi inchiesta aperta su scuole e terremoto. L'inchiesta per omissione d'atti d'ufficio, senza indagati, nei mesi scorsi ha visto una richiesta d'archiviazione per 24 dei 32 istituti scolastici, dagli asili fino alle superiori in tutta la provincia, finiti all'epoca nel mirino dei pm dopo la presentazione di vari esposti. Lo stralcio rimasto aperto per otto dovrebbe essere chiuso entro settembre.
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