Lavori in tribunale, via nel 2024 Non ci sarà il trasloco degli uffici

Il ministero annuncia che verranno sistemati in moduli provvisori nelle aree esterne del palazzo Previsti interventi di messa in sicurezza, il rifacimento dei servizi igienici e impianti di climatizzazione
TERAMO. Due certezze: i lavori inizieranno nel maggio del prossimo anno e non sarà necessario traslocare gli uffici (come invece ipotizzato inizialmente) perché di volta in volta saranno ospitati in moduli abitativi sistemati nelle aree esterne del tribunale visto che gli interventi procederanno per step. La corsa per la sistemazione del palazzo di giustizia, dunque, comincia a superare i primi ostacoli. Così, almeno, è sembrato dopo l’ultima riunione che si è svolta nei giorni scorsi con i tecnici del ministero di Giustizia e del provveditorato alle opere pubbliche collegati da Roma.
I lavori prevedono interventi di messa in sicurezza, il rifacimento di tutti i servizi igienici, l’installazione del servizio di climatizzazione (ora solo parziale) in tutto l’edificio, la messa a norma delle balaustre delle scale e degli atri. Il canale del Pnrr, con i continui richiami che arrivano dall’Europa, impone tempi rapidi e da qui, dunque, la necessità avviare la macchina il prima possibile. Anche questo è stato ribadito nel corso dell’incontro che si è svolto con la partecipazione di Massimo Orlando a capo della direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria del ministero della Giustizia. Alla riunione hanno partecipato, tra gli altri, anche il presidente del tribunale Carlo Calvaresi, il procuratore Ettore Picardi, il presidente dell’Ordine degli avvocati Antonio Lessiani e l’assessore comunale Giovanni Cavallari. Intanto c’è anche l’ultimo passaggio a confermare l’arrivo, a partire da gennaio 2024 di cinque nuovi giudici. Si tratta di Mot, ovvero i magistrati ordinari in tirocinio al loro primo incarico che hanno confermato la scelta di Teramo e saranno destinati sia al penale sia al civile. Il caso del tribunale teramano, con la sua carenza di giudici e amministrativi e con il suo pesante carico di arretrato, nei mesi scorsi ha mobilitato varie istituzioni . Nel palazzo di giustizia teramano pendono ancora i due terzi dell’arretrato dell’intero distretto e vi è il maggior tasso di turn over di magistrati in uscita. Così se prima bisogna smaltire l’arretrato è evidente che per le nuove iscrizioni il tempo slitta. Ma non basta: a Teramo i tempi di definizione di un procedimento civile sono di mille giorni, il numero più alto rispetto a quelli degli altri tribunali abruzzesi (a Pescara e Chieti ne servono poco più di 300), un magistrato ha il 17% di carico di lavoro in più rispetto ai colleghi di altri tribunali e un dipendente amministrativo il 38%. Numeri quelli dell’arretrato che, con un Pnrr che premia chi è al passo con i tempi della giustizia europea, indicano per Teramo una strada tutta in salita. E se lo smaltimento degli arretrati resta una delle emergenze del palazzo di giustizia, qualche piccolo passo in avanti comincia ad esserci.(d.p.)
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