Lavori mai partiti, ad Alba nord piantati lo stesso gli ombrelloni

I balneatori stanchi di attendere le opere promesse occupano il poco arenile rimasto e accusano: «La Regione ci ha solo fatto perdere tempo e soldi, il Comune non è stato in grado di difenderci»
ALBA ADRIATICA. Gli operatori turistici di Alba Adriatica hanno atteso inutilmente l’avvio delle opere di ripascimento e della spiaggia di alimentazione (opera verso cui parte dei balneatori nutre dubbi) per salvare la stagione. Le buste non ancora vengono aperte per i lavori di ripascimento a rilascio controllato, come pure non ancora parte il mini-ripascimento morbido da 150mila euro. E così, su quei pochi metri di arenile risparmiati dall’erosione, i balneatori e i titolari degli hotel hanno deciso di impiantare gli ombrelloni. Se quelle opere fossero partite e concluse, oggi i circa sedici concessionari penalizzati dall’erosione costiera avrebbero potuto piazzare molte più attrezzature. Invece sono costretti a sfruttare un terzo del potenziale. C’è chi ha potuto piazzare solo due file di ombrelloni, chi qualcuna in più. Per di più, la battigia è resa impraticabile dalla presenza di breccia la cui rimozione è vietata.
Il comitato anti-erosione di Alba nord lancia i suoi strali contro «questa politica scarsa e inconcludente. Siamo di fronte alla più grande presa in giro della storia di Alba Adriatica. Bugie su bugie perpetrate a disperati imprenditori che ogni giorno vedono i loro sacrifici venire ingoiati dal mare. Abbiamo perso ogni fiducia nelle istituzioni, in primis nella Regione Abruzzo che tanto si è riempita la bocca di false promesse. Credevamo così tanto in queste promesse che abbiamo accettato la loro assurda richiesta di “chiusura” della spiaggia fino al 30 giugno. Credevamo così tanto in queste promesse che abbiamo iniziato a disdire le prenotazioni e a rifiutarne di nuove. Avevamo in mente di fare un piccolo sacrificio a giugno per poi iniziare alla grande a luglio», commenta il comitato. E continua: «Ci sentiamo degli sciocchi ad aver creduto che per la prima volta in 30 anni la politica si fosse ricordata di noi. Che per la prima volta non si pensasse solo alle poltrone ma al bene superiore. Abbiamo perso del tutto la poca speranza che riponevamo nel Comune di Alba Adriatica. Pensavamo che fosse in grado di mettere da parte ogni incomprensione passata. E invece niente, silenzio totale. Ci aspettavamo un Comune combattivo, che avesse la forza di sbattere i pugni per difendere la dignità dei propri cittadini».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

