Lavori nel lago di Pagliara: esposto degli ambientalisti

ISOLA DEL GRAN SASSO. «Le ruspe hanno devastato una delle rarissime aree umide del versante teramano del parco, il lago Pagliara a Isola, distruggendo preziosissimi habitat tutelati a livello europeo...
ISOLA DEL GRAN SASSO. «Le ruspe hanno devastato una delle rarissime aree umide del versante teramano del parco, il lago Pagliara a Isola, distruggendo preziosissimi habitat tutelati a livello europeo dove vivevano specie di anfibi, come i tritoni, e uccelli anch’essi protetti». La denuncia è della Stazione ornitologica abruzzese (Soa) che ha presentato un esposto a ministero dell’Ambiente, Regione, Ente parco Gran Sasso-Laga e carabinieri forestali per chiedere l’immediata interruzione dei lavori e di accertare eventuali reati.
«È desolante che in un’area protetta vengano rasi al suolo ettari di rarissima vegetazione ripariale», afferma Augusto De Sanctis della Soa, «non sappiamo se i lavori siano gli stessi per i quali il Comune di Isola, per realizzare una pozza utile per l’antincendio, aveva chiesto il nulla osta del Parco che lo aveva concesso prescrivendo la tutela della vegetazione ed escludendo lavori in alveo e movimento terra. Se fossero questi sarebbe gravissimo sia per quelle che appaiono come violazioni delle prescrizioni dell’ente sia perché sarebbero stati utilizzati fondi europei in contrasto con le direttive comunitarie».
Secca la replica del sindaco Andrea Ianni. «Essere accusati senza contraddittorio di deturpare un territorio da parte di chi tutti i giorni lo vive significa spostare l’attenzione su altro. Non stiamo rovinando l’ambiente, ma ripulendo il lago in modo naturale come prescritto dal Parco. Sul lago ci sono un progetto e un finanziamento per creare un sistema di protezione antincendio dei boschi e il bacino è anche una grande opportunità naturalistica». Sui lavori precisa che «il Parco ci ha dato prescrizioni che riguardano diversi aspetti che verranno chiariti: c’è un cantiere in corso, tornerà tutto come prima e non verrà posto nemmeno un grammo di cemento». (a.d.f.)

