Lavori nella scuola, le imprese si ribellano

22 Luglio 2015

Alba, pronto un ricorso contro una parte del bando di gara. Falò annuncia battaglia oggi in consiglio

ALBA ADRIATICA. Anche le imprese edili si ribellano all’appalto frazionato per i lavori nella scuola elementare di Alba Adriatica. Pronto, infatti, un ricorso da parte di un consorzio che riunisce importanti imprenditori teramani, arrabbiatissimi soprattutto per la parte del bando di gara dedicata alla sistemazione dei pilastri ma riservata al brevetto “Cam” e alla ditta romana che ne ha l’esclusiva, che si è aggiudicata i lavori da 370mila euro senza concorrenza. A darne notizia, il consigliere comunale di opposizione Luca Falò, che anticipa così l’intervento che effettuerà oggi pomeriggio nel consiglio comunale fiume che vede in discussione diversi argomenti scottanti.

Tra questi, sicuramente la scuola elementare di via Duca d’Aosta, dove si stanno svolgendo lavori di adeguamento antisismico da settimane sotto i riflettori sia per il fatto che l’opera difficilmente sarà terminata in tempo per la prima campanella di settembre, sia per le polemiche (avviate proprio da Falò) sull’iter burocratico e tecnico, giudicato «approssimativo e agghiacciante» dal consigliere di opposizione. Lo stesso Falò, che già aveva segnalato il bando di gara albense all’Autorità nazionale anti corruzione, spiega ora: «Secondo le imprese, oltre agli aspetti burocratici c’è una ragione più pratica che li spinge a fare ricorso contro il bando di gara albense, che accomuna questo Comune ad altri della provincia: non permettere l’utilizzo di sistemi equivalenti al Cam, porta via economia dal territorio».

Anche il ricorso degli imprenditori, quindi, arriverà sul tavolo dell’organo di controllo del presidente Raffaele Cantone, che dovrà darne un parere preliminare prima che le carte passino nelle mani del Tar. Le conseguenze potrebbero essere gravi, se non altro dal punto di vista politico. L’amministrazione del sindaco Tonia Piccioni per ora non ne sembra preoccupata, visto che alle segnalazioni di Falò ha preferito le rassicurazioni dei tecnici comunali e dell’ingegnere incaricato messi sotto accusa proprio dal consigliere. Così l’opera, dopo un breve stop dovuto alla mancanza di autorizzazioni, è ripartita grazie ad una consegna provvisoria dei lavori che ha evitato ulteriori lungaggini. Ma nel consiglio di oggi ci si attende almeno di capire in via ufficiale il piano B, ossia dove seguiranno le lezioni i ragazzi nel caso la scuola non dovesse essere pronta in tempo. Il museo di Ripoli, a Corropoli, sembra l’ipotesi più praticabile.

Luca Tomassoni

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