Lavori nelle scuole, non spesi 60 milioni

27 Febbraio 2018

I dati Filca Cisl sui fondi assegnati in provincia: potrebbero aprire subito 68 cantieri ma non c’è nemmeno la progettazione

TERAMO. Le scuole della provincia di Teramo, in genere, non spiccano nè per la sicurezza nè perchè sono a misura di bambino, o di studente che dir si voglia.
Fin qui niente di nuovo. Se non fosse che la Filca Cisl ha scoperto un vero e proprio tesoro di 60 milioni di euro che sono disponibili per iniziare i lavori, anche subito. Ma finora il tesoro giace inutilizzato. Il segretario della Filca Cisl, Giancarlo De Sanctis, ha fatto una ricerca certosina fra la marea di risorse destinate alla messa in sicurezza, manutenzione e ristrutturazione del patrimonio scolastico, a cui si aggiungono legati ai terremoti 2009, 2016 e 2017.
Una prima tranche di fondi di diversa provenienza – statali, europei, internazionali, dallo “Sblocca scuole” allo “Scuole sicure” ai fondi Bei 2015 e 2016, per intenderci – è stata finora utilizzata per meno della metà. «Per la scarsa capacità progettuale delle nostre amministrazioni», fa notare De Sanctis, «la provincia di Teramo ha a disposizione poco meno di 45 milioni di euro. Ma quante di queste risorse sono già divenute cantierabili e quante ancora sospese in un limbo di burocrazia specchio dell’inefficienza della nostra macchina amministrativa? A livello nazionale, il 62% dei cantieri è concluso, il 19% è in corso e il 19% è solamente finanziato; in provincia di Teramo, il 35% dei cantieri è concluso, il 17% è in corso e il 48% è solo finanziato». Per questa tranche di fondi restano 35 interventi ancora da avviare che valgono 25.966.179 euro.
Ma non basta: vanno aggiunti i 21 milioni e passa finanziati per la ricostruzione post sisma 2016-2017. «In tutto 49 interventi in edifici scolastici, per un importo complessivo di circa 47 milioni di risorse già finanziate, che attendono solo di divenire progetti e cantieri per la realizzazione di scuole sicure», fa notare il sindacalista, «A questi si aggiungono gli stanziamenti di due settimane fa del Miur per 19 cantieri e quasi 13 milioni. Si arriva a una disponibilità di 60 milioni per 68 cantieri di edilizia scolastica».
Secondo i dati della Filca la Provincia ha una dotazione immediata di 12 milioni per l’avvio di 8 cantieri, ma non sono da meno Campli con quasi cinque milioni, Corropoli con oltre tre, Isola e Montorio con oltre quattro, Pineto e Sant’Egidio con oltre due e infine Teramo con oltre sei milioni. «Siamo in grado di mettere in sicurezza parte del nostro patrimonio edilizio scolastico, se non fosse che tutte queste opere, per la maggior parte dei casi, non hanno ancora visto neanche l’avvio della fase progettuale. Immaginiamo quando potrà avvenire la fase di affidamento dei lavori, quella di realizzazione e collaudo e infine la più importante, quella di fruizione», commenta De Sanctis, «purtroppo le nostre amministrazioni non sono in grado di mandare in gara d’appalto la fase progettuale e quella di affidamento delle opere, in alcuni casi per mancanza di strutture interne adeguate, ed in altri casi per vincoli di carattere legislativo legati alle soglie previste dal codice degli appalti».
Il sindacato fa notare un altro risvolto: «Se consideriamo che l’attuale economia del settore edile della provincia ha un valore di circa 38 milioni, facendo partire i lavori per l’edilizia scolastica già finanziati, la stessa si triplicherebbe, riuscendo a riassorbire oltre quattromila lavoratori e riportando il settore al periodo pre-crisi».
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