Lavori post-sisma bloccati, Brucchi: colpa di Montorio

22 Novembre 2014

TERAMO. Il sindaco Maurizio Brucchi respinge le accuse di immobilismo che il Pd ha mosso alla giunta sulle pratiche del sisma e chiama in causa altre responsabilità politiche: quelle di Montorio, a...

TERAMO. Il sindaco Maurizio Brucchi respinge le accuse di immobilismo che il Pd ha mosso alla giunta sulle pratiche del sisma e chiama in causa altre responsabilità politiche: quelle di Montorio, a cui sono state inviate le pratiche come centro di referenza per il comuni fuori cratere. Secondo il consigliere d’opposizione Flavio Bartolini Teramo, nel corso di un recente incontro fissato per la redistribuzione di ulteriori risorse, si è aggiudicata solo 100mila euro su 15 milioni di euro da ripartire tra i Comuni. Il motivo, per gli esponenti del Pd, va ricercato nelle inadempienze sull’utilizzo dei fondi precedentemente stanziati: ovvero quattro milioni di euro, di cui risultano ancora inutilizzati tre milioni e 800mila euro (tradotto in numero di pratiche, significa che il Comune ha smaltito appena il 9% su 600 pratiche). Brucchi rintuzza: «Ci sono circa 1.500 pratiche ferme al palo dai Comuni fuori cratere. A dicembre 2013 firmammo una convenzione che trasferiva appunto in un unico centro, ovvero Montorio, l’organo deputato alla valutazione. Ad oggi questo Comune non ha ancora provveduto a nominare le tre figure tecniche incaricate di esaminare ed evadere le pratiche e certamente noi non scavalchiamo le competenze altrui, visti i risvolti penali che in alcuni Comuni questa superficialità ha provocato». (m.d.t.)

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