Lavoro in sicurezza e automotive La Cisl faccia a faccia con Stelo

18 Giugno 2023

Il segretario della Fim Boccanera e il rappresentante sindacale di un’azienda incontrano il prefetto: «Al centro della riunione anche le criticità che con l’arrivo dell’estate si vivono in molte aziende»

TERAMO. Il sindacalista, l'operaio e il prefetto: un incontro a tre, riservato e cordiale, con al centro la Costituzione calata nel mondo del lavoro teramano. Il prefetto Fabrizio Stelo mercoledì pomeriggio ha aperto le porte del suo ufficio al segretario della Fim Cisl Marco Boccanera e a Gino Mossini, dipendente e Rls dell'azienda Pcm. Pochi formalismi e tanta sostanza: la sicurezza sul lavoro, la necessità di rendere concreti gli articoli della Costituzione che riguardano il mondo del lavoro, le criticità occupazionali e le condizioni difficili con le quali molti operai si trovano costretti a convivere all'interno di fabbriche teramane durante i mesi estivi.
Questi i temi sul tavolo nel corso di un confronto che «è stato di assoluta cordialità, sereno, alla pari: abbiamo apprezzato moltissimo l'approccio del prefetto, la sua grande disponibilità all'ascolto e la volontà di fare la sua parte su temi di primaria importanza come quello del lavoro» racconta Boccanera. L'invito di Stelo era nato da un appello che il sindacalista aveva lanciato all'indomani delle celebrazioni del 25 aprile e del 2 giugno: momenti istituzionali che hanno visto il prefetto sottolineare pubblicamente la centralità della Costituzione. Parole che hanno colpito Boccanera che ha invocato una concreta attuazione dei principi costituzionali e maggior impegno da parte di tutte le istituzioni verso quegli articoli che promuovono e tutelano il diritto al lavoro. Il sindacalista si è presentato in prefettura con Mossini, operaio e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nella fabbrica dove lavora. «La disponibilità del prefetto ci ha colpito: ci ha ascoltati con interesse mettendosi a disposizione per quanto di sua competenza», aggiunge Boccanera. I temi portati all'attenzione di Stelo sono stati quelli legati al delicato momento che vive il settore automotive in provincia di Teramo, i rischi occupazionali in vista della transizione ecologica, la sicurezza sui luoghi di lavoro e le criticità che con l'arrivo dell'estate tantissimi operai si trovano a vivere all'interno delle fabbriche. «Ogni estate la stessa storia: aziende non adeguate ad affrontare le alte temperature e dipendenti costretti a lavorare in condizioni impossibili», dice Boccanera, «In molti casi si lavora in capannoni dove il tasso di umidità rende l'ambiente insopportabile: ci sono malori e mancamenti. In diverse aziende gli operai hanno oltre 50 anni, spesso sono donne. Abbiamo spiegato al prefetto cosa significa lavorare in condizioni simili e come purtroppo gli imprenditori ignorino questo problema. Le soluzioni per rendere le fabbriche vivibili ci sono: da impianti di poche migliaia di euro alla modifica dei turni, evitando le ore più cocenti. Ma nulla viene fatto». Un'ora di colloquio nel corso del quale la Cisl si è detta soddisfatta anche per il recente protocollo sottoscritto in prefettura sulla sicurezza sul lavoro.
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