Le imprese dell’abbigliamento ripartono con il consorzio Atea

Una ventina di aziende del settore moda si sono unite per puntare all’estero e sulla ricerca Il comparto non è morto: in provincia 1.534 ditte di cui 800 nelle confezioni e 500 nella pelletteria
VAL VIBRATA. Le imprese del settore moda, per il momento una ventina, si consorziano per diventare più forti. E’ così che è nato il consorzio Atea, che si propone il rilancio delle imprese dell’abbigliamento e della pelletteria.L’Atea si presenterà ufficialmente lunedì alle 16,30 all’hotel Park di Villa Rosa con il convegno “Restart Abruzzo. Val Vibrata: da area di crisi a opportunità per il rilancio del sistema moda”.
Il consorzio è stato presentato ieri alla Camera di commercio, che appoggia l’azione di Atea. «E’ un’iniziativa utile», esordisce il presidente dell’ente Gloriano Lanciotti, «per rilanciare l’area Vibrata e il sistema moda in tutto il territorio provinciale. La Vibrata ha vissuto momenti di grande sviluppo e ora notiamo che ci sono aspettative di rilancio rispetto all’area di crisi, segno che il territorio è vivo e ha voglia di fare».
Non a caso, molte manifestazione d’interesse a investire nell’area di crisi complessa Vibrata-Tronto-Piceno sono arrivate proprio dal settore abbigliamento. «Sbaglia chi dice che questo settore non esista più», spiega Salvatore Florimbi, vice segretario generale della Camera di commercio, «certo la crisi ha ridotto il numero delle imprese, ma ne restano 1.534 che opera nel settore moda in provincia: 230 nel tessile, 510 nella pelletteria e 800 nell’abbigliamento. Sono numeri importanti, peraltro si tratta di imprese dinamiche che operano sui mercati internazionali. È un settore attivo che ha bisogno di intravedere nuove iniziative di crescita».
Il presidente del consorzio, Francesco Palandrani, ha passato un anno ad ascoltare le esigenze delle imprese e su queste a elaborare il programma del consorzio, che si è costituito a fine febbraio. «Tutto è iniziato da un gruppo di lavoro, composto soprattutto da giovani perchè sono quelli che costruiranno il futuro», spiega il presidente, che è anche titolare di alcune imprese che operano nella pelletteria. Il consorzio si pone una serie di obiettivi, a partire dall’internazionalizzazione. «Noi riteniamo che le fiere siano ancora valide: il contatto umano non può essere sostituito da internet», afferma Palandrani, che poi annuncia di voler creare «una piattaforma per il commercio on line da dedicare alle piccole e medie aziende» ma anche «un albo per la diffusione della subfornitura: i cinesi hanno fatto la loro ricchezza nel terzismo. L’obiettivo è creare un albo con le schede delle imprese che si vogliono mettere a disposizione del mercato internazionale». Un altro obiettivo è creare una scuola per favorire il ricambio generazionale ma anche per formare risorse umane. Un discorso strettamente legato alla ricerca e innovazione, altri punti qualificanti del programma .
Al convegno di lunedì oltre a Paladrani, parleranno Piergiorgio Tittarelli, dirigente della Regione, sull’area di crisi, il sociologo Francesco Morace su “La moda è fuori moda”, Tiziana La Monaca di Unicredit sul “sistema bancario nel contesto distrettuale”, Alfredo Celiberti, e commerce manager sul rapporto di questo con la moda. Conclusioni affidate all’assessore regionale Dino Pepe e al vice presidente della Regione Giovanni Lolli. (a.f.)
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