Le opposizioni «La maggioranza è già spaccata»

2 Agosto 2015

NERETO. Fuoco incrociato delle opposizioni sull’amministrazione Di Flavio. Donatella Amabili del Movimento 5 Stelle parla di «sbando» di «una maggioranza che, poco dopo l’inizio del suo mandato, si...

NERETO. Fuoco incrociato delle opposizioni sull’amministrazione Di Flavio. Donatella Amabili del Movimento 5 Stelle parla di «sbando» di «una maggioranza che, poco dopo l’inizio del suo mandato, si ritrova già spaccata, divisa, logorata da una guerra interna. Da una parte c’è il vicesindaco Piero Di Felice, che ha dimostrato più di una volta di puntare ad una battaglia con il Pd. Dall’altra c’è il sindaco, a cui si può rimproverare la volontà di voler vincere a tutti i costi vista l'alleanza forzata con Direzione Futuro che, a lungo termine, ha mostrato i propri limiti ed i suoi effetti. Che fine hanno fatto gli slogan della campagna elettorale durante la quale si parlava di "atto di amore e di responsabilità"? Tutto dimenticato. Sostituito da un modo di agire irresponsabile, poco partecipativo, privo di ogni interesse per il bene di Nereto. Non si può fare di tutta l’erba un fascio», dice Amabili, «all’interno della maggioranza vi sono taluni che hanno realmente a cuore il bene del paese e stanno lavorando per Nereto. A chi si adopera a metter i bastoni tra le ruote, diciamo: dimissioni subito. Sarebbe davvero un atto d’amore per Nereto».

Più dura la sortita di Daniele Laurenzi della lista “La Fonte-Uniti per Nereto”, che parla di consiglio comunale (sulle tariffe Tasi, Tari, Imu e altri punti discussi giovedì) convocato «nei modi e nei tempi del tutto anomali e senza la convocazione della commissione per la preventiva analisi dei documenti. Ancora più anomala è stata l'assenza del sindaco Giuliano Di Flavio, al suo primo bilancio, che ancora una volta dimostra notevoli ritrosie nel rispettare leggi e scadenze imposte dalla normativa. Mi auguro», prosegue Laurenzi, «che questa assenza non sia per motivi di svago (si vocifera che il sindaco sia in vacanza); se fosse vero allora la sua assenza sarebbe di una gravità politica inaudita, poiché ha avuto sette mesi per prendere decisioni e approvare gli atti necessari per il suo primo bilancio. Il vicesindaco Di Felice è stato lasciato solo nella gestione di passaggi insieme ai consiglieri di maggioranza fidelizzati a Di Flavio ma muti di fronte alla gravità della situazione che si è determinata. Verificheremo la regolarità degli atti e delle procedure». (adp)

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