Le scosse continuano Monitorate le scuole

28 Ottobre 2016

Altre case inagibili a Teramo, Valle Castellana e Montorio

TERAMO. Se c’è qualcuno può trovare un rivolto positivo nel terremoto, questi sono gli studenti del Teramano. La maggior parte, grazie alle diverse ordinanze sindacali che hanno esteso la chiusura di tutte le scuole anche a oggi e domani e vista la concomitanza del ponte di Ognissanti, tornerà a scuola direttamente mercoledì.

SCUOLA. L’ordinanza di chiusura è stata prorogata a Teramo e in quasi tutti i comuni ad eccezione di Roseto, Pineto, Silvi, Bellante, Giulianova, Martinsicuro, Alba Adriatica, Torricella, Cortino e Penna Sant’Andrea dove oggi invece riprenderà regolarmente l’attività didattica. «Il provvedimento di chiusura» ha spiegato Massimiliano Nardocci, dirigente dell’ufficio scolastico provinciale, «è stato adottato solo per completare le verifiche sismiche in tempo. Da un incontro avuto con tutti i presidi e alcuni sindaci, è emerso infatti che le scuole non hanno subito nuove lesioni nè danni conseguenti alle scosse. La chiusura è stata disposta più che altro per evitare disguidi organizzativi che potrebbero nascere per le famiglie nel caso fosse necessario procedere a un’evacuazione e per completare i controlli». Attività didattiche interrotte anche all’università di Teramo dove saranno garantiti solo i servizi amministrativi. A Teramo il sindaco Maurizio Brucchi ha disposto controlli a tappeto entro mercoledì, ma ha suscitato polemiche una sua dichiarazione sul fatto che «con il terremoto bisogna iniziare a conviverci». Il riferimento del sindaco era collegato all’impossibilità di lasciare chiuse le scuole a oltranza ma di certo non è stato preso bene dal comitato delle mamme che nei giorni scorsi ha presentato un esposto per ottenere verifiche “super partes”. «Noi mamme» ha detto la portavoce Leda Ragas, «inizieremo a convivere con il terremoto quando il sindaco potrà garantire certificazioni a norma per tutte le scuole e quando tutti i plessi saranno dotati di uscite di sicurezza e scale antincendio. Per ora ci risulta invece che il sindaco non ha nemmeno un pool di tecnici a disposizione a cui affidare i controlli. Ci conviva lui con il terremoto in questo stato di cose».

PAURA IN CITTA’. Anche ieri, moltissimi cittadini hanno trascorso la notte in macchina o nei quattro punti di raccolta dotati di servizi e presidiati dalla Protezione civile. Gli studenti universitari hanno preso d’assalto l’ospedale veterinario nuovissimo di Piano d’Accio che il rettore Luciano D’Amico ha deciso di lasciare aperto per garantire un alloggio sicuro ai ragazzi che non si sentivano tranquilli negli appartamenti. Notevole lo sforzo organizzativo di alcuni docenti dell’ateneo che si sono prestati a fare la spola con le proprie auto per accompagnare a Piano d’Accio gli studenti , anche di notte. Anche ieri erano piazziate un centinaio di brandine. Tanti altri studenti hanno preferito “darsi alla fuga” e ieri, alle prime luci dell’alba, muniti di valigie hanno fatto ritorno a casa dai genitori.

CASE INAGIBILI E SGOMBERI. Tutto sommato limitati i danni, vista l’entità delle scosse. A Teramo c’è stata un’ordinanza di sgombero di una palazzina in viale Crispi da sei appartamenti di cui due abitati. Nuove ordinanze di sgombero anche a Macchia da Sole, di Valle Castellana dove sono state sgomberati 4 appartamenti dell’Ater di cui due abitati. Il sindaco Vincenzo Esposito dall’ultimo terremoto di agosto ha firmato 215 ordinanze di sgombero ma restano da fare ancora più di 200 sopralluoghi. Nei comuni del Gran Sasso, della Laga e della Valle Siciliana molti edifici pubblici e privati già inagibili hanno subìto un peggioramento delle condizioni. A Torricella e a Cortino in due case già sgomberate è crollata una parete; due chiese di Cortino necessitano di urgente messa in sicurezza, mentre la chiesa madre di Torricella ha subito gravi danni e si sta valutando la chiusura. A Bellante è crollata parte della torre campanaria della ex chiesa Santa Maria della Lacrima. Sale invece a 150 il numero degli sfollati a Montorio. «Un numero» ha sottolineato il sindaco Gianni Di Centa,«che comincia a metterci in difficoltà perchè diventa sempre più difficile trovare case da affittare, anche per i canoni troppo cari. Gli alberghi della zona non si sono convenzionati con lo Stato e dunque molti cittadini rischiano di restare dentro case inagibili». Si sta valutando se istituire altre zone rosse oltre alle sette già individuate.

VIABILITA’ La Provincia monitora costantemente i ponti di montagna a confine con le Marche, nella Laga, poi il ponte di Aprati (già lesionato e sul quale sono in corso dei lavori). Al momento non si segnalano problemi tranne piccole criticità legate alla presenza di massi o pezzi di cornicioni in strada. E il presidente Renzo Di Sabatino su Facebook si è lasciato andare a uno sfogo: «Se Renzi vuole vincere il referendum dica che rinunciamo ai Ponti sullo Stretto, alle trivelle nell’Adriatico ai mega progetti di cui, si potrà tornare a parlare quando avremo messo in sicurezza quello che abbiamo. Dica che tutti gli sforzi vanno concentrati nella “ricostruzione” antisisma del Paese, un progetto per l’Italia, alla luce di quello che stiamo vivendo, non è più rinviabile». ©RIPRODUZIONE RISERVATA