Le Snoq nelle scuole superiori per spiegare la doppia preferenza al voto regionale

23 Gennaio 2019

Le elezioni regionali saranno caratterizzate da una importante novità, la possibilità per l’elettorato di esprimere la doppia preferenza di genere.In una nota il comitato “Se non ora quando?” osserva...

Le elezioni regionali saranno caratterizzate da una importante novità, la possibilità per l’elettorato di esprimere la doppia preferenza di genere.
In una nota il comitato “Se non ora quando?” osserva che «se ben praticata, questa norma favorirà una maggiore presenza femminile nei luoghi decisionali e di conseguenza le scelte politiche potranno essere arricchite dalla sensibilità e dall’intelligenza femminili.
Non si tratta di una rivendicazione corporativa di “posti” per le donne che fanno politica, ma è l’applicazione degli articoli 3 e 117 della Costituzione italiana». E non a caso pubblicizzerà la novità nelle scuole superiori.
Il comitato precisa che è un risultato niente affatto scontato di una battaglia iniziata nel 2010 dalle Snoq abruzzesi insieme agli altri movimenti femminili e all’attuale assessora Marinella Sclocco. «Venne organizzata una campagna di raccolta firme in tutta la regione a sostegno dell’introduzione della misura nella norma regionale di riferimento. Le firme furono depositate all’allora competente commissione regionale che non dimostrò particolare entusiasmo e che stabilì, infatti, un rinvio della discussione», si legge nella nota, «ma nemmeno la Regione Abruzzo ha potuto sottrarsi all’applicazione della legge e, nella seduta del 12 giugno 2018, il consiglio regionale approva la modifica alla legge per l’elezione del consiglio e del presidente della giunta, introducendo la doppia preferenza di genere». E così si potranno esprimere due preferenze, per una candidata e un candidato, purché appartenenti alla stessa lista. Se sulla scheda viene riportato il nome di due uomini o di due donne, sarà annullato il secondo voto. «Questo tipo di misura ha l’indubbio pregio di voler ‘abituare’ l’elettore a votare sia per uomini sia per donne, concorrendo così a realizzare quel clima culturale favorevole all’idea che il rinnovamento di cui hanno bisogno le istituzioni passa anzitutto per una più equa rappresentanza dei generi».