Legnini: «Aziende e professionisti diano priorità alla ricostruzione»

19 Giugno 2022

Il commissario straordinario lancia l’appello, per gli edifici lesionati, dal forum globale dell’economia: «Il Superbonus 110% è una misura straordinaria, ma gli interventi nel Centro Italia sono inderogabili» 

TERAMO. «Superbonus 110% sì, ma va data priorità agli edifici danneggiati dal terremoto». Parte da Norcia, in Umbria, una delle quattro regioni colpite dal sisma 2016, l’appello del commissario Giovanni Legnini rivolto ai tecnici. «Architetti, geologi, geometri, imprenditori: tornate qui a lavorare», scandisce, «perché la ricostruzione è un processo affidabile, rodato e collaudato».
Sono queste le parole che il commissario di Governo sottolinea nel corso del terzo Global economic forum Esg89 che si tiene in uno dei centri più colpiti dallo sciame sismico di sei anni fa. «Diciamolo ai professionisti, alle imprese», insiste Legnini, «ricostruire il Centro Italia è una necessità inderogabile. Negli ultimi due anni sono stati fatti passi notevoli, oggi abbiamo 14mila decreti di concessione di contributi. A Norcia ci sono quasi 800 edifici finanziati». Il commissario per il post-sisma 2016 ribadisce che «il Superbonus 110% è stato una misura di straordinaria importanza, ma per la ricostruzione è stato un grave ed enorme problema perché i 61mila edifici da ripristinare nelle quattro regioni del Centro Italia sono quelli che avrebbero avuto diritto a una priorità». L’effetto sugli interventi per la riparazione dei danni negli immobili lesionati dal terremoto, invece, è stato frenante.
«Il combinato disposto tra questi incentivi straordinari, che spero trovino stabilizzazione, e gli effetti della guerra sul lato dei prezzi», puntualizza Legnini, «hanno determinato che i professionisti e le imprese hanno preferito orientarsi verso il Superbonus 110%, mentre era necessario accadesse il contrario». Secondo il commissario la rotta va invertita. «Prima recuperiamo gli edifici danneggiati, poi mettiamo in sicurezza quelli delle aree ad alto rischio sismico poi quelli delle periferie», fa rilevare, «il 110 sì, misura stabile sì, ma in modo selettivo».
I presupposti ci sono. «Il percorso che siamo riusciti a fare con le tutte istituzioni coinvolte ha portato la ricostruzione a essere più attrattiva del Superbonus 110%», tiene a evidenziare, ricordando anche il recente aggiornamento del prezzario per i materiali e dei contributi per gli interventi post-sisma, «non esiste un comparto del mercato o delle opere pubbliche in cui il flusso di lavoro e pagamenti sia più affidabile».
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