Legnini: la ricostruzione adesso può decollare

23 Agosto 2020

Il commissario diffonde un rapporto con tutti i dati e parla di «punto di svolta»

TERAMO. Il commissario alla ricostruzione, Giovanni Legnini, ha diffuso ieri un rapporto sullo stato di avanzamento della ricostruzione privata e pubblica nel Centro Italia a quattro anni dal primo degli eventi sismici del 2016, quello che la notte del 24 agosto colpì in particolare Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. La frase che meglio sintetizza il senso dello scritto di Legnini è questa: «A distanza di quattro anni dal primo dei distruttivi fenomeni sismici, il processo di ricostruzione, sin qui caratterizzato da una lentezza non più sostenibile, è ad un punto di svolta». L’ex vice presidente del Csm, insomma, non nega i ritardi fin qui accumulati, ma evidenzia di aver lavorato duramente dopo il suo insediamento, quindi anche durante i mesi del lockdown, «per far sì che con la ripartenza della vita e dell’economia nazionale la ricostruzione potesse decollare e poggiare il suo sviluppo nei prossimi anni su basi solide». E confida che le nuove norme varate in questi mesi, in particolare quelle sulla ricostruzione privata, possano imprimere finalmente un’accelerazione a una procedura finora ingessata da errori e manchevolezze.
NUMERI E OBIETTIVI. «I dati che pubblichiamo parlano di 5.325 progetti approvati nei quattro anni passati, di cui 2.544 già realizzati e 2.758 cantieri in corso per la ricostruzione privata; le opere pubbliche finanziate sono 1.405, delle quali concluse solo 86, e i cantieri aperti attualmente sono 85», scrive il commissario nella prefazione al rapporto, rimarcando le lentezze del processo. «Il nostro obiettivo», sottolinea Legnini, «è quello di incrementarli in misura sempre maggiore nei prossimi sei mesi e di vedere aperti almeno 5.000 cantieri privati e pubblici per la prossima primavera, con un ritmo crescente nei mesi e negli anni successivi».
RICOSTRUZIONE PRIVATA. Nel primo semestre 2020 la ricostruzione, «che già procedeva molto lentamente, è stata pesantemente condizionata dal blocco delle attività e dalle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria per il Covid-19», sottolinea Legnini. A fronte di 80mila edifici che risultavano inagibili in base alle schede Aedes, Fast e perizie per la valutazione iniziale del danno, 30mila con danni lievi e 50mila con danni gravi, dal momento del sisma al 30 giugno 2020 sono state presentate 13.948 richieste di contributo per la ricostruzione. Di queste, 5.325 sono state accolte, 678 respinte e 7.945 risultano in fase di lavorazione secondo la vecchia procedura, che prevede tempi medi di istruttoria di circa un anno, e che è stata radicalmente modificata dall’ordinanza 100 del 9 maggio scorso. Legnini spiega: «Per imprimere un’accelerazione a questo processo l’ordinanza 100, che attua un principio previsto da una legge del 2019, attribuisce ai professionisti il compito di autocertificare le conformità urbanistiche e determinare l’importo del contributo per la riparazione o la ricostruzione dell’immobile, e stabilisce tempi massimi per i compiti dei Comuni, degli Usr, delle eventuali Conferenze chiamate a esprimersi sui vincoli. I tempi per la concessione del contributo, con la nuova procedura, arrivano a un massimo di 110 nei casi più complessi». Con l’ordinanza varata il 21 agosto si consente il recupero delle domande già presentate, sono circa 8mila, e il loro reinstradamento secondo le nuove regole per arrivare alla loro definizione nel tempo più breve possibile. Allo stesso tempo, con il Decreto legge 104 di Ferragosto, sono stati stabiliti i nuovi compensi per i professionisti incaricati dei progetti.
IL TESTO UNICO. «L’atto conclusivo di questo ampio e incisivo processo di revisione delle norme sarà costituito dal Testo unico della ricostruzione privata», evidenzia il commissario, «che dopo un’ampia consultazione sarà varato entro il mese di ottobre, e con il quale saranno affrontati e rivisti gli ultimi aspetti tecnici e i problemi ancora irrisolti, nonché abrogate tutte le vecchie norme incompatibili. Questo percorso è stato fin qui ampiamente e positivamente condiviso con i governatori delle Regioni colpite, con i sindaci, i rappresentanti delle professioni tecniche, le associazioni e i comitati dei cittadini colpiti dal sisma. Chiuso il cantiere normativo, è indispensabile che tutti ora si adoperino per far aprire i cantieri della ricostruzione, che non può più attendere».
RICOSTRUZIONE PUBBLICA. Il rapporto di Legnini evidenzia altresì che «lo stato di avanzamento della ricostruzione pubblica è ugualmente in forte ritardo, a causa dell’estrema complessità delle procedure, ma anche della frammentazione delle stazioni appaltanti e delle difficoltà di molti Comuni a dedicare alla ricostruzione professionalità adeguate. Per aprire un cantiere pubblico s’impiegano due-tre anni». A fronte di 2,1 miliardi di euro impegnati, le risorse effettivamente erogate ammontano a circa 200 milioni di euro, circa 10% del totale. A questi si aggiungono 26,8 milioni di euro concessi direttamente ai Comuni, con l’ordinanza 104, per il completamento di interventi già avviati e la realizzazione di nuove piccole opere. Le varie ordinanze dei commissari hanno individuato e finanziato il ripristino di 1.405 opere pubbliche (tra le quali 250 scuole) e 942 chiese, ma anche 172 microzonazioni e 94 perimetrazioni nei centri più colpiti, già eseguite. In questi quattro anni sono stati ultimati 86 lavori sulle opere pubbliche e altri 85 sono in corso (le scuole concluse sono per ora 17 e ci sono sei cantieri in esecuzione), e sono state ripristinate 100 Chiese, con altri 45 cantieri aperti.(red.te)
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