Lettera sul Borsacchio alla premier Meloni

Gli ambientalisti: «La Regione è ferma da otto mesi, dia seguito all’impegno di rivedere il perimetro»
ROSETO. Continua la battaglia delle associazioni ambientaliste contro il taglio del 98% della Riserva del Borsacchio voluta dalla Regione Abruzzo. Nei giorni scorsi il presidente nazionale del Wwf Italia Luciano Di Tizio ha informato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministero dell'Ambiente, ai quali era stato chiesto di impugnare la legge taglia-riserva davanti alla Corte costituzionale, riguardo la situazione in cui versa la riserva naturale rosetana il cui Piano di assetto naturalistico «giace in un cassetto nonostante abbia concluso il suo iter tecnico-amministrativo condotto di concerto da Comune di Roseto e Regione Abruzzo». A tal proposito ieri mattina il Wwf Abruzzo e le Guide del Borsacchio hanno tenuto una conferenza stampa in piazza Salotto a Pescara.
Le associazioni ambientaliste hanno chiesto l'approvazione immediata del Pan, adottato in consiglio comunale a Roseto tre anni fa, mantenendo i confini originari e hanno ricordato come la norma "taglia Riserva" fu «attenzionata dal Governo per le palesi illegittimità e il presidente Marsilio evitò l’impugnativa davanti alla Corte impegnandosi a ritenere il perimetro ridotto come “provvisorio” e a riportare in consiglio regionale una nuova proposta di perimetrazione. Da allora», proseguono le associazioni, «sono trascorsi otto mesi e sono state approvate solo due delibere di giunta regionale che non hanno assolutamente risolto il problema della cancellazione della Riserva». Le due associazioni hanno inoltre rivolto un appello al Comune di Roseto e alla Provincia di Teramo «affinché agiscano in tutte le sedi per chiedere che si riporti il perimetro agli originari 1.148 ettari e si approvi il Pan della Riserva che fa riferimento a questo perimetro». «Vi sono tutte le ragioni», aggiungono le due associazioni, «per fare una diffida alla Regione affinché dia seguito a quanto comunicato da Marsilio alla presidenza del Consiglio dei ministri per evitare l’impugnativa davanti alla Corte costituzionale. E va anche valutata la possibilità di presentare un ricorso straordinario al capo dello Stato sulle delibere adottate dalla Regione a giugno, così da poter poi sollevare durante il giudizio la questione di costituzionalità della legge di bilancio regionale nella parte in cui ha disposto il taglio della Riserva».(e.c.)

