Liceo sportivo negato a venti studenti

Gli iscritti all’indirizzo sono 46, ma per l’ufficio scolastico si può formare una sola classe: si dovrà fare una selezione
ATRI. «Ad Atri diritto allo studio negato a circa 20 alunni iscritti all’anno scolastico 2021/22 del liceo scientifico “Zoli” a indirizzo sportivo». A denunciarlo è stato ieri nella sala consigliare del palazzo di città il sindaco Piergiorgio Ferretti, che ha accusato gli uffici scolastici provinciale e regionale di aver negato la possibilità di formare due classi prime per la prossima annualità. L’episodio vede protagonisti 46 studenti che frequentano attualmente l’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado (13 di loro provengono dalla provincia di Pescara). Tutti hanno scelto di iscriversi al liceo atriano a indirizzo sportivo, ma dopo le ultime disposizioni dovranno fare essere sottoposti a una selezione per formare una classe e circa 20 di loro resteranno fuori.
«Quando ho appreso la decisione dell’ufficio scolastico provinciale», spiega Ferretti, «sono rimasto basito e sconvolto. Mi sono immediatamente messo nei panni dei tanti studenti coinvolti e delle loro famiglie. Persone completamente disorientate da quanto sta accadendo. Il fatto che un istituto della città di Atri raccolga così tanti iscritti è solo una notizia positiva che deve rallegrarci, mettiamo sempre in campo tutte le azioni possibili per accogliere al meglio gli studenti. Invece si nega loro il diritto a scegliere, come hanno potuto fare i loro coetanei, il proprio indirizzo di studi preferito, costringendoli a ripiegare su altri percorsi o a scegliere scuole private. Questa è una sconfitta della scuola pubblica. Pur avendo scritto all’ufficio scolastico regionale lo scorso 5 febbraio», continua il primo cittadino, «non ho avuto alcuna risposta nel merito dalla direttrice, solo giorni fa sono stato avvisato della decisione da una nostra dirigente scolastica la quale ha ricevuto una comunicazione dall’ufficio provinciale».
Della questione il sindaco ha interessato con una lettera il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi . In un passaggio si legge: «Non deve sorprenderla l’interessamento del Comune di Atri verso tale problematica in quanto l’ente, sin dalla prima istituzione del liceo ad indirizzo sportivo, ha attuato una serie di investimenti tesi a incoraggiare lo sviluppo di tale indirizzo quali la completa ristrutturazione della sede e la messa a disposizione dell’impianto sportivo comunale ‘Centro Turistico Integrato’, dotato di un’ampia palestra polivalente. Con il liceo sportivo collaboriamo attraverso l’ufficio Europa alla presentazione di progetti europei quali ‘Sport e inclusione’ e i progetti ‘Erasmus Scuola’ e sosteniamo, pur non essendone tenuti, il diritto allo studio con la fornitura del servizio di trasporto scolastico verso le strutture sportive per gli studenti iscritti a tale indirizzo». Ferretti chiede al ministro una deroga alla decisione e conclude: «Negli anni scorsi c’è sempre stata l’autorizzazione per dare vita a più classi sia ad Atri che a Teramo oltre che a Lanciano, e a parità di normativa e con meno difficoltà degli organici non è chiaro perché c’è stata questa inversione di tendenza».
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