Limoncelli, vita d’impegno da “agitatore” culturale

6 Gennaio 2022

Gallerista e promotore di eventi, da sempre è un pungolo per gli amministratori Ha spinto per la nuova sede della biblioteca Delfico e per il museo archeologico

TERAMO . Novant’anni spesi bene, per la cultura e la crescita della propria città. Pasquale Limoncelli, gallerista e organizzatore/agitatore culturale, ha compiuto ieri 90 anni. E continua a pensare, progettare, organizzare iniziative culturali nella sua Teramo con la Casa della cultura Carlo Levi. Come la recente mostra di Franco Murer ispirata all’Inferno di Dante, allestita a dicembre nella sala espositiva comunale con l’aiuto della figlia Carla.
Mente vulcanica, Limoncelli continua anche ad alimentare il dibattito culturale e politico, stampando in proprio e distribuendo un foglio una tantum in cui sollecita il sindaco Gianguido D’Alberto sui problemi della città, proseguendo quell’impegno di proposta e pungolo portato avanti nei confronti degli amministratori passati, di ogni colore, con “La battaglia delle idee”, periodico del Centro culturale Antonio Gramsci, dal 1961 stampato in 10mila copie e inviato in tutta Italia. Comunista convinto, Limoncelli fu eletto segretario della Fgci nel 1960 e l’anno dopo con Piero Tempesti, direttore dell’Osservatorio astronomico di Collurania, e altri (tra i quali Riccardo Cerulli, Silvio Carone, Giuseppe Lettieri, Vincenzo Rofi) fondò il Centro Gramsci, inaugurato da Antonello Trombadori, uno dei leader del Pci.
Il Gramsci fu motore della cultura e del dibattito politico a Teramo e stimolò la creazione di altri circoli e associazioni in un fermento culturale che contribuì a sprovincializzare il capoluogo. Erede del Centro fu nel 1970 la Casa della cultura Levi, intitolata a uno dei tanti maestri portati a Teramo dal gallerista.
Quando si passa per via Comi davanti alla sua Galleria d’arte moderna, Pasquale oggi lo si trova lì, immerso nella lettura, tra i quadri e le sculture degli artisti a lui più cari, Augusto e Franco Murer, padre e figlio, Aligi Sassu, Corrado Cagli, Pino Procopio, Ernesto Treccani, Marino Mazzacurati, nel cui nome ha fondato a Giulianova il premio per artisti nuovi, Tono Zancanaro, Amilcare Rambelli e tanti altri autori portati nel Teramano.
Limoncelli ha continuato ad aprire la galleria anche dopo la morte, il 4 gennaio di un anno fa, dell’adorata moglie, l’insegnante Rita Lanciaprima, che gli ha dato Libero e Carla, una vita dedicata alla scuola e al sindacato e all’impegno culturale e civile col marito. Tante le iniziative organizzate da Limoncelli, con Fgci, Centro Gramsci, Casa della cultura: proiezioni di film e dibattiti coi registi, rappresentazioni teatrali e confronti con autori e attori, conversazioni con scrittori e critici letterari, conferenze di artisti, giornalisti, politici. Pier Paolo Pasolini viene una prima volta il 21 novembre 1960, per tornare l’anno seguente e molte altre volte, anche in provincia: di quella prima visita si ricorda il giudizio tranchant su Gabriele d’Annunzio alla domanda di uno dei 500 accalcati nel cineteatro Apollo, «pessimo uomo, pessimo soldato, pessimo poeta», insieme alla cronaca scritta per “Il Giorno”.
Registi importanti passano a Teramo, Giulianova, Nereto con le loro pellicole d’impegno: oltre a Pasolini, Giuseppe De Santis, Carlo Lizzani, Nanni Loy, Francesco Rosi. Questo lembo d’Abruzzo è inserito nel dibattito culturale e artistico nazionale in virtù degli incontri con artisti come Renato Guttuso, Levi, Mazzacurati, Treccani, scrittori e scrittrici, Alberto Moravia, Natalia Ginzburg, Dacia Maraini, intellettuali come Carlo Bo, Giacomo Debenedetti, Lucio Lombardo Radice, protagonisti del teatro civile quali Dario Fo, Franca Rame, Edmonda Aldini, Dulio Del Prete. Limoncelli può onorarsi anche dell'amicizia con Sandro Pertini, conosciuto nel 1968 quando presiedeva la Camera dei deputati, che lo ricevette nella sua casa romana per il 93° compleanno.
In decenni di instancabile attività Pasquale ha avuto a cuore la cultura a Teramo, i suoi luoghi, le persone, le iniziative (Premio Teramo, Giugno Teramano), ha perorato a suo tempo lo spostamento della biblioteca Delfico in una sede appropriata, ha caldeggiato l’istituzione di un museo archeologico e altre proposte non raccolte, come il museo di arte contemporanea. Lottando contro l’indifferenza, l’assenteismo dei molti, «la molla più forte della Storia», come scriveva Gramsci.
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