Lo Zooprofilattico nell’ex capitale Isis

Progetto internazionale a Raqqa, in Siria, per sostenere la popolazione rurale nella battaglia alle malattie trasmissibili
TERAMO. L’istituto zooprofilattico aiuta la popolazione di due Paesi dilaniati da sanguinose guerre civili. L’istituto ha avvitato progetti di cooperazione internazionale e supporto tecnico in Siria e Libia per contribuire a migliorare lo stato di salute delle popolazioni umane e animali.
Di recente l’istituto è stato chiamato a supportare la municipalità di Raqqa, l’ex capitale dell’Isis, in Siria, nell’ambito del progetto “Rafforzamento delle amministrazioni locali di Raqqa per sostenere le comunità rurali”, finanziato nell’estate 2019 dal Comitato congiunto per la cooperazione allo sviluppo del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, per un valore di 3 milioni di euro. A richiedere l’intervento dell’istituto zooprofilattico d’Abruzzo e del Molise è stato il Ciheam (Centro Internazionale di alti studi agronomici mediterranei) di Bari che coordina le attività progettuali.
Tra giugno e ottobre del 2017 Raqqa è stata il teatro di una feroce battaglia che ha distrutto la città ed è costata la vita a molti civili. La cooperazione italiana ha destinato consistenti risorse economiche a progetti di sviluppo rurale e agricolo per rispondere alle necessità di sostentamento della popolazione e di sicurezza del territorio del nord-est della Siria liberato dalle forze dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante-Daesh. Il progetto che vede coinvolto lo Zooprofilattico si propone di supportare la popolazione rurale attraverso il rafforzamento della produzione agricola con interventi a breve e medio termine. Gli obiettivi specifici riguardano il potenziamento delle capacità dell’amministrazione di Raqqa, la fornitura di supporto e servizi per incrementare la produzione agricola e zootecnica e il reddito familiare delle comunità rurali locali.
L’istituto si sta impegnando a perfezionare le capacità professionali dei veterinari e dei tecnici del distretto di Raqqa, affinché possano assistere le comunità rurali nell’aumentare le produzioni zootecniche. Tutto questo avverrà on-line: via computer gli specialisti teramani aiuteranno a riconoscere le patologie a carattere zoonosico, ovvero trasmissibili da animale a uomo come nel caso della brucellosi, che impattano negativamente sulla produzione di alimenti di origine animale.
«Il nostro intervento in Siria riguarda la sanità pubblica, quindi il miglioramento dello stato di salute delle persone attraverso la riduzione dell’incidenza delle zoonosi», spiega il direttore generale dell’istituto Nicola D’Alterio, «forniremo indicazioni anche sulla terapia e sulla profilassi vaccinale di malattie come la pasteurellosi e le clostridiosi per diminuire le perdite zootecniche correlate a tali patologie. L’obiettivo è arrivare ad avere un maggior apporto di proteine di origine animale nella dieta giornaliera della popolazione del distretto di Raqqa. Inoltre forniremo supporto alla progettazione, organizzazione e gestione di piccoli laboratori diagnostici veterinari e laboratori mobili».
In questo momento l’istituto zooprofilattico è coinvolto anche in un progetto di supporto tecnico in Libia, un altro Paese martoriato dalla guerra civile. I veterinari libici, supportati dall’Unione Europea, sono impegnati nel contrasto di malattie trasmesse da insetti vettori che possono colpire l’uomo. Su richiesta del Paese nordafricano l’istituto assicurerà, sempre in remoto, formazione sulla cattura e sullo studio entomologico delle popolazioni di insetti presenti in alcune aree del Paese. (a.f.)
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