Lo Zooprofilattico: «Potremo fare ventimila tamponi al giorno»

Durante l’emergenza ne ha eseguiti 80mila ma col nuovo laboratorio potrà farne dieci volte di più Illustrato il bilancio dell’istituto: volume d’affari di 50 milioni di euro e un utile di quasi 3 milioni
TERAMO. Circa 80mila tamponi esaminati dal 16 marzo ad oggi, di cui 60mila per le Asl abruzzesi. Sono i numeri dell'attività svolta dall’Istituto zooprofilattico Caporale durante l'emergenza Covid-19 e snocciolati dal direttore generale Nicola D’Alterio in occasione della presentazione dei dati, più che soddisfacenti, del bilancio d’esercizio 2019. «Siamo stati autorizzati il 13 marzo e abbiamo cominciato a fare i tamponi il 16», riferisce D’Alterio, «e dopo un paio di settimane di rodaggio siamo arrivati, nel periodo più caldo, ad esaminarne anche duemila al giorno. Abbiamo fatto, direi, un ottimo lavoro, perché oltre l'80 per cento dei tamponi refertati a Teramo sono stati lavorati nel giro di 24 ore, più del 15 per cento in due giorni e raramente siamo andati oltre le 48 ore».
Dopo un primo periodo lo Zooprofilattico ha inoltre iniziato ad esaminare migliaia di tamponi anche per altre realtà, come la Asl di Bergamo ed enti convenzionati all’interno del cratere sismico. Una capacità, quella di analizzare e refertare tamponi, che in futuro potrà addirittura decuplicare. E questo grazie alla nuova unità stagna che sarà realizzata col primo lotto della nuova sede a Colleatterrato. «Si tratta di un grande laboratorio di sicurezza di livello 3», spiega, «dove si possono sperimentare e lavorare virus e batteri pericolosi». «Si potranno fare fino a 20mila tamponi al giorno», sottolinea il direttore amministrativo Lucio Ambrosj, «diventeremo un centro di riferimento nazionale e non più regionale». Il primo lotto della nuova sede, e quindi il laboratorio, dovrebbe vedere a breve la posa della prima pietra. Il progetto esecutivo è infatti in dirittura di arrivo, mentre per il secondo e il terzo lotto si è in fase di progetto preliminare. In ogni caso, questi lavori saranno appaltati durante la costruzione del lotto A.
Intanto l'istituto ha chiuso il 2019 con un bilancio d'esercizio di 50 milioni di euro, con un aumento del 24 per cento rispetto al bilancio 2018 e con un utile di esercizio di 2,8 milioni di euro. Le disponibilità liquide, inoltre, ammontano a 8,5 milioni. «Una nota positiva in un momento così difficile a livello regionale e nazionale, che ci riempie di orgoglio», commenta D’Alterio, «e che si traduce in investimenti, lavoro sul territorio, assunzioni». D'Alterio, che ha ricordato come l'Izsam a fine 2018 abbia stabilizzato ben 50 ricercatori, ha poi evidenziato come oltre il 60% dei dipendenti dell'ente sia laureato, come le donne rappresentino oltre il 60% del personale e come la capacità di avere un bilancio con un valore di produzione così elevato sia legato alla «nostra capacità di andarci a procurare fondi in tutto il mondo». Oltre ai 21 milioni di euro del fondo sanitario nazionale, 1,2 milioni di euro sono stati stanziati dalla Regione per il piano regionale di prevenzione, 4 milioni di euro sono arrivati dal ministero delle Politiche agricole e 2,4 milioni di euro dall'Unione europea. «Per dare una proporzione del nostro volume di affari», conclude il direttore generale, «basti pensare che il bilancio dello Zooprofilattico di Brescia, che è il più grande d'Italia e ha un territorio di competenza, l'Emilia Romagna e la Lombardia, con il 60-70 per cento del patrimonio zootecnico d'Italia e quasi tutto l'agroalimentare italiano, ha un bilancio di 110 milioni».
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