Lorena Bianchetti a Teramo: «Il giornalismo sia etico»

26 Gennaio 2016

TERAMO. La comunicazione al tempo di Papa Francesco, le unioni civili, il family day di sabato prossimo e l'invecchiamento del clero diocesano. Sono stati questi i temi affrontati nell'incontro di...

TERAMO. La comunicazione al tempo di Papa Francesco, le unioni civili, il family day di sabato prossimo e l'invecchiamento del clero diocesano. Sono stati questi i temi affrontati nell'incontro di ieri mattina in episcopio tra il vescovo Michele Seccia e i giornalisti. L'appuntamento ha celebrato la festa di San Francesco di Sales, patrono degli operatori nei mass media, e ha visto come ospite d'eccezione Lorena Bianchetti, conduttrice della trasmissione religiosa di Raiuno "A sua immagine". E' stata lei a coniugare i principi della corretta informazione con le esortazioni del pontefice a "costruire ponti" soprattutto nell'anno giubilare appena iniziato e dedicato alla Misericordia. La giornalista ha raccontato la propria esperienza di cattolica e conduttrice televisiva che ha guidato anche programmi molto popolari come "Domenica in" e "Al posto tuo". «La violenza verbale», ha evidenziato, «traduce un'aridità d'animo che non costruisce nulla». Lorena Bianchetti, dunque, ha riaffermato la necessità di fare informazione senza censure ma evitando inutili spettacolarizzazioni. «In ogni contesto possiamo vivere la dimensione del nostro servizio», ha osservato, «all'insegna della promozione della dignità umana».

Il riferimento della conduttrice televisiva alla necessità di preparazione ed esperienza degli operatori dell'informazione è stato ripreso dal vescovo nel ricordare lo scopo dell'incontro di ieri. «Riflettiamo insieme su come fare comunicazione», ha esortato Seccia, che non si è sottratto neppure a qualche considerazione sui temi di più stretta attualità, come il dibattito sulla legge che riconosce le unioni civili. «Non demonizziamo nessuno», ha chiarito, «ma in questo caso non possiamo parlare di famiglia perché si crea una confusione linguistica». I diritti, inoltre, vanno riconosciuti anche a chi «non è in grado di rivendicarli», come i bambini e l'invito a partecipare al family day di sabato a Roma «non è un ordine di scuderia, ma una responsabilità».

Il vescovo ha inoltre colto l'occasione per evidenziare che, dei 92 sacerdoti diocesani, circa 25 sono ultraottantenni. «Alcuni sono ancora arzilli e guidano le parrocchie», ha fatto notare, «ma fino a quando?». Una speranza concreta arriva dalle recenti vocazioni, che hanno un tratto ricorrente. «Gli ultimi cinque ordinati hanno più di quarant'anni», ha concluso Seccia, «dobbiamo pregare un po' di più». (g.d.m.)

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