Lotta all’obesità nei bambini Incontri in nove scuole medie

20 Maggio 2015

TERAMO. Una serie di incontri nelle scuole per parlare di corretta alimentazione. La Asl dà il via al progetto “La salute vien mangiando”. Iniziativa quantomai utile in una regione che è seconda in...

TERAMO. Una serie di incontri nelle scuole per parlare di corretta alimentazione. La Asl dà il via al progetto “La salute vien mangiando”. Iniziativa quantomai utile in una regione che è seconda in Italia dopo la Campania per sovrappeso e obesità e in una provincia che è prima in Abruzzo per l’incidenza di queste due patologie.

La Asl d’altronde non scopre il problema per la prima volta: dispone da anni di due strutture ad hoc, il centro di fisiopatologia della nutrizione a Giulianova (diretto da Maria Giovanna Nespoli) e il centro di auxologia, endocrinologia e nutrizione dell'età evolutiva ad Atri la cui responsabile è Elisabetta Modestini. Oltre a questo il Sian, diretto da Maria Maddalena Marconi, cura specificamente l’aspetto della prevenzione.

Nel progetto, che in questa prima edizione – è appena iniziata e terminerà il 4 giugno – coinvolge le tre scuole medie di Teramo, quella di Montorio, Campli, Bisenti, Giulianova, Torano, Sant’Egidio, sono stati coinvolti anche altri enti, che a diverso titolo possono dare il proprio contributo: la Regione, l’università, il Gal Leader Teramano, la Camera di commercio, lo Slow Food. Gli esperti terranno incontri nelle scuole per educare sul binomio cibo-salute, legandolo anche alle tematiche ambientali. E sabato 23 sarà allestito uno stand informativo in piazza Martiri, mentre il 5 giugno si terrà un convegno.

Il progetto è stato illustrato ieri alla presenza del direttore generale della Asl, Roberto Fagnano, di quello amministrativo Maurizio Di Giosia, del presidente del Gal Claudio Matone, del rettore dell'università Luciano D'Amico, del responsabile della condotta di Teramo dello Slow Food, Giorgio Chiarini, dell'assessore regionale alle Politiche Agricole Dino Pepe e del presidente della Camera di Commercio Giandomenico Di Sante, oltre delle tre responsabili delle strutture sanitarie coinvolte. Tutti hanno dato la disponibilità dei rispettivi enti a collaborare. Dal rettore che ha sottolineato l’affinità del progetto con il polo agro-bio-veterinario e con le ricerche scientifiche condotte dall’ateneo. «L’ultima ad esempio ha scoperto le caratteristiche battericide dell’olio essenziale di rosmarino, un’alternativa ai conservanti chimici», ha annunciato D’Amico. Di Sante ha invece sottolineato gli aspetti economici e sociali del problema mentre Matone ha rimarcato l’importanza della valorizzazione dell’agricoltura, soprattutto di quella locale nella ricerca della qualità del cibo. Pepe ha invece annunciato che, dopo cinque anni, la Regione ha emanato un nuovo bando sul biologico e che ha stanziato 9,5 milioni per co-finanziare la prima annualità del piano di sviluppo rurale. «Dobbiamo investire sulla filiera corta: le mense, soprattutto quelle pubbliche, devono rapportarsi con il territorio, con gli imprenditori agricoli locali», ha dichiarato. Il progetto, ha fatto intravedere Fagnano, avrà un seguito anche nei prossimi anni: «Nell’era delle brioche un progetto di educazione alimentare non solo riguarda la sanità ma è anche meritorio dal punto di vista morale». ©RIPRODUZIONE RISERVATA