Lungomare albense: movida d’estate criminalità d’inverno
L’assessore alla sicurezza accusa le agenzie immobiliari Il sindaco Piccioni: «Comunque i controlli ci sono»
ALBA ADRIATICA. D’estate la movida, d’inverno buio e criminalità, anche in prima fila vista mare. Il giorno dopo il blitz antidroga finito in tragedia in una palazzina del lungomare, Alba Adriatica lo ha vissuto tornando a confrontarsi con uno dei suoi problemi strutturali più evidenti: palazzi, casermoni e interi quartieri fatti di mini appartamenti che in estate permettono il decuplicarsi degli abitanti, ma che in inverno diventano troppe volte covo per la criminalità.
Nessuno, del resto, poteva aspettarsi che anche nel punto più movimentato e in vista del lungomare da cartolina, si nascondessero spacciatori tunisini. Non se lo aspettava il commerciante che dice stupito «questa non è una zona malfamata», come non se lo aspettavano gli esponenti politici dell’opposizione in consiglio comunale che mezz’ora prima della sparatoria si trovavano in riunione cinque rampe di scale sotto l’appartamento del blitz, in uno dei ristoranti più rinomati della città. Se lo aspettavano, invece, i pochi residenti della palazzina, che da tempo avevano notato uno strano via vai di gente in quelle cinque rampe di scale e lo avevano pure segnalato.
Sotto accusa, come già in passato, le agenzie immobiliari che si comportano in maniera «poco limpida». A definirle così è lo stesso assessore comunale alla sicurezza Marco Pilò, che spiega: «I nostri uffici non riescono a far fronte all’enorme mole di cambi di residenza e di affitti: è impossibile controllare tutto». Per questo il suo appello ai cittadini: «Le segnalazioni sono importantissime, ma a monte i proprietari dovrebbero usare il buon senso prima di affidarsi ad agenzie immobiliari che si comportano in maniera poco limpida». Il controllo del territorio, però, c’è: «Il fatto che i carabinieri fossero lì a fermare lo spaccio di cocaina, dimostra il grande lavoro che compiono ogni giorno le forze dell’ordine ad Alba Adriatica, a cui dobbiamo mostrare vicinanza e gratitudine»afferma il sindaco Tonia Piccioni, che ha voluto anche mostrare solidarietà nei confronti del militare che ha sparato il colpo di pistola. Solidarietà al carabiniere e a tutta l’Arma è arrivata anche da altre realtà sociali albensi. Il sindacato Cisal auspica «una forte azione, per diffondere cultura dell’onestà a tutela della gente per bene che ancora vive in questa cittadina», mentre per il movimento politico Risveglio Albense «è ora che si metta fine all’instabilità sociale di Alba Adriatica». Ma è tutto il panorama politico albense che si sta ora interrogando su cosa può fare la politica locale per la sicurezza della città. Nel frattempo, una notizia l’amministrazione l’ha data: la tanto attesa videosorveglianza nei luoghi pubblici di cui si parla da anni, andrà in appalto entro la fine dell’anno e diventerà realtà in primavera.
Luca Tomassoni
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