Lungomare, le strisce finiscono sulle aiuole

Roseto, l’investimento della madre e del figlio riportano l’attenzione sui pericoli per pedoni e ciclisti
ROSETO. Sono stazionarie, ma sempre gravi, le condizioni della donna investita da uno scooter, la notte tra mercoledì e giovedì, guidato da un adolescente di Roseto. La signora, una turista 38enne di Napoli, è stata travolta mentre attraversava la strada sulle strisce zebrate insieme al figlio di 10 anni, ferito anche lui nell’incidente, all’altezza dello stabilimento Bagni Marini, quindi nel centralissimo lungomare Celommi, cioè il tratto compreso tra le due rotonde. Il ragazzo di 15 anni stava partecipando a una caccia al tesoro ed era intento a recarsi da una tappa all’altra con motorino. La famiglia, invece, tornava a casa: davanti c’erano il marito con in braccio il figlio più piccolo, dietro la donna con il bimbo di 10 anni.
L’episodio ha riproposto un problema più volte affrontato dal nostro giornale, e cioè quello delle strisce per l’attraversamento pedonale che partono dal marciapiede a ridosso della pista ciclabile per finire sulle aiuole o nel bel mezzo di parcheggi. Una situazione che si è venuta a creare con la realizzazione del nuovo lungomare, definito monumentale dai suoi ideatori, che secondo le intenzioni degli amministratori in carica all’epoca (parliamo degli anni ’90) avrebbe dovuto cambiare completamente il volto del lato mare della città, in quanto la ristrutturazione avrebbe dovuto comprendere anche le parallele via Roma e via Colombo.
Ma poi sono finiti i soldi e il tutto si è arenato. Risultato: marciapiede in marmo bianco completato, ma completamente maculato stile giaguaro, a causa dello sporco; pista ciclabile sopraelevata, quindi pericolosa; strada stretta e priva di corsia per la sosta. Ma l’aspetto più inquietante è rappresentato dalle strisce zebrate che combaciano con gli scivoli del marciapiede, cioè la parte ultimata del lungomare, ma vanno a finire dritte sulle aiuole o sui parcheggi. Inutile sottolineare i pericoli per chi deve attraversare la strada: per raggiungere il lato opposto del lungomare bisogna necessariamente percorrere un tratto di strada camminando sul bordo della carreggiata, con le automobili e gli scooter che sfrecciano a pochi centimetri sfiorando pericolosamente ciclisti e pedoni.
Stesso discorso per il tratto di lungomare nord, in cui concentrati numerosi alberghi, dove i rischi sono ancora maggiori perché automobili e moto sfrecciano veloci nonostante la carreggiata sia particolarmente stretta anche perché un lato della strada è riservato ai parcheggi. Anche in questa zona si è verificato un incidente proprio in questi giorni, per fortuna con conseguenze meno gravi dell’altro.
Federico Centola
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