Lutto anche nel rock: nel ’91 fondò i “Massimo Volume” a Bologna

TERAMO. «Con Cecio era impossibile litigare. Sempre disponibile, sempre discreto, non alzava mai la voce, non conosceva la prepotenza, neanche la presunzione. Sembra incredibile che non ci sia più»....
TERAMO. «Con Cecio era impossibile litigare. Sempre disponibile, sempre discreto, non alzava mai la voce, non conosceva la prepotenza, neanche la presunzione. Sembra incredibile che non ci sia più». Sono piene di tristezza, ma anche di ricordi dei bei tempi a Bologna le parole dei componenti della band rock “Massimo Volume” che hanno dato l’addio in un post su Facebook all’amico Gabriele Ceci, il manager della Poliservice scomparso a 53 anni in un incidente stradale a Pretara di Isola mercoledì mattina durante un’ispezione di lavoro con la Ruzzo Reti alle sorgenti dell’acqua.
«Una terribile notizia», come l’hanno definita gli amici della band che Ceci, o come lo chiamavano affettuosamente “Cecio”, aveva fondato nel 1991 con il marchigiano Emidio Clementi «in una cantina e con un’attrezzatura infame, due vecchi amplificatori. Per poter sentire il suonoripetevamo in continuazione di alzare al massimo volume», come avevano raccontato. E così quel “massimo volume” era diventato il nome del gruppo rock alternativo con 8 album all’attivo (i più noti e ai quali ha partecipato Ceci sono Stanze, Lungo i bordi, Da qui), partecipazioni a festival rock, concerti, tour nazionali e internazionali, un grande successo come innovatori nel panorama del rock italiano. Già alla fine degli anni '80 Clementi e Ceci avevano registrato una demo con i “Maggie's Farm”, il preludio alla nascita del gruppo. Un incontro tra i libri e con la passione comune per la musica che si era trasformato in una grande amicizia, proseguita anche dopo l’abbandono nel 1998 di Ceci che nella band era il chitarrista. I “Massimo Volume” hanno proseguito fino al 2002, anno dello scioglimento, per poi riunirsi nel 2008. «Una morte improvvisa, assurda: una strada di montagna, il manto stradale che cede di colpo, l’auto che precipita in un burrone», prosegue il post, «“Cecio” come lo chiamavano tutti era lì per lavoro, lasciato il gruppo e Bologna era tornato in Abruzzo ed era diventato un direttore d’azienda. Noi, per prenderlo in giro, gli dicevamo che ora che aveva fatto i soldi avrebbe dovuto produrci i dischi. Lui sorrideva sornione». Il pensiero corre poi «alla famiglia, alla moglie, alle figlie, alla sorella, a tutti gli amici con cui ha condiviso le gioie e le pene della vita», così hanno concluso il messaggio accompagnandolo con una foto in bianco e nero di un pranzo dove a spiccare sono i loro sorrisi.
La notizia della scomparsa di Ceci è rimbalzata a livello nazionale: varie riviste di settore lo hanno ricordato come capace e creativo musicista e anima dei Massimo Volume.
Adele Di Feliciantonio
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