M5S, no alla settimana corta «Penalizza famiglie e alunni»

8 Maggio 2015

TERAMO. Dopo il Pd anche il Movimento 5 Stelle insorge contro la “settimana corta” nelle scuole primarie proposta dal sindaco Brucchi per risparmiare i costi di utenze e trasporto scolastico....

TERAMO. Dopo il Pd anche il Movimento 5 Stelle insorge contro la “settimana corta” nelle scuole primarie proposta dal sindaco Brucchi per risparmiare i costi di utenze e trasporto scolastico. «Brucchi sta raschiando il fondo di barile», si legge in una nota diffusa dal consigliere M5S Fabio Berardini, «solo che invece di tagliare gli assessori, intacca la scuola, da sempre terreno fertile per manovre economiche di lacrime e sangue».

Una scelta che per Berardini porta anche a ricadute didattiche pesanti per gli alunni e per le famiglie costrette a tenere i ragazzi a casa. «E’ risaputo che nelle ultime ore di lezione gli studenti manifestano un calo di attenzione», sostiene , «aggiungere un'ora in più al giorno per permettere agli istituti di garantire il monte ore previsto a livello regionale, significa avere studenti stanchi e disattenti per quasi due ore al giorno, ridurre drasticamente il tempo da dedicare allo studio e significa caricare le famiglie teramane del problema di avere i figli a casa in una giornata che per molti è lavorativa». Berardini chiede un passo indietro ritenendo ingiustificabili i motivi di cassa che spingono all' abolizione di un modello funzionale per uno più incerto. (m.d.t.)