Maestra muore, i familiari denunciano

Roseto, aveva 65 anni. Il figlio: «È stata a casa sette giorni con la febbre, l’hanno messa in Terapia intensiva troppo tardi»
ROSETO. Non ce l’ha fatta Enrichetta Iacovone, insegnante di 65 anni della scuola primaria D’Annunzio di Roseto, scomparsa ieri pomeriggio nell’ospedale di Giulianova. Iacovone aveva contratto il Covid il 22 febbraio scorso nella scuola dove insegnava ed è stata ricoverata per due settimane nell’ospedale San Liberatore di Atri, ma ieri mattina è stata trasferita all’ospedale di Giulianova in Terapia intensiva. Uno dei quattro figli, Massimiliano Sulpizi, vuole vederci chiaro sulla gestione dell’iter sanitario e annuncia che agirà per vie legali. «Mia madre è stata a casa sette giorni con la febbre a 39», dice Sulpizi, «poi l’hanno ricoverata ad Atri dove è stata per due settimane con la maschera, dunque l’hanno stressata dal punto di vista fisico. Ho chiamato l’ospedale lunedì sera, e mi hanno detto che la mettevano in Terapia intensiva a Giulianova. Dopo un’ora mi richiamano dicendomi che il posto non c’era più. Solo ieri mattina l’hanno trasferita a Giulianova dove è entrata in Terapia intensiva alle 10, ma alle 15 ha avuto un infarto. Dal mio punto di vista la gestione del ricovero è stata pazzesca perché mia madre è entrata in Terapia intensiva troppo tardi ed estremamente stanca. Ora presenteremo una denuncia nei confronti dei medici alla Procura della Repubblica e chiederemo di aprire le indagini».
Sulpizi inoltre ha dubbi anche sulla gestione dei contagi nella scuola da parte della dirigente Maria Gabriella Di Domenico. «So che alcuni casi positivi già c’erano nella scuola elementare D’Annunzio dal 19 febbraio», continua Sulpizi, «e mia madre si è contagiata proprio in quei giorni. Poi si è contagiato anche mio padre, ricoverato in ospedale con la polmonite: rischio di perdere anche lui. Mia madre ha detto a mia sorella che la dirigente scolastica le diceva di non allarmare i genitori per un caso di Covid nella scuola. Mia madre non era contenta di andare a scuola. Io vivo in Inghilterra e qui la scuola è in Dad da tempo. Con la situazione critica attuale dell’Italia, non capisco perché le scuole erano ancora aperte. Agiremo per vie legali anche contro la dirigenza della scuola per vedere se ci sono delle responsabilità». Iacovone infatti insegnava anche nella seconda» della scuola primaria D’Annunzio, la classe dove si sono riscontrate tra gli alunni 11 positività su 16 dopo i tamponi rapidi del 27 febbraio fatti su iniziativa di alcuni genitori. Ieri mattina Sulpizi aveva scritto anche una lettera al sindaco Sabatino Di Girolamo chiedendo come mai il primo cittadino non abbia fatto un’ordinanza per chiudere la scuola nonostante la situazione critica. «Io non ero a conoscenza di nulla», dice il sindaco, che ha risposto immediatamente a Sulpizi, «mi spiace davvero per la signora. Se avessi saputo la situazione avrei immediatamente fatto un’ordinanza di chiusura, come d’altronde ho fatto per altre scuole». Iacovone lascia il marito Franco Sulpizi e quattro figli, Massimiliano, Vincenzo, Carmine e Roberta. Era molto conosciuta in città perché, oltre all’insegnamento, fino a qualche anno fa insieme al marito ha gestito il lido “Haiti” (ora Oltremare) sul lungomare Trento a Roseto.
I NUMERI. Ieri, prima della morte di Enrichetta Iacovone, in provincia non si erano registrati altri decessi di pazienti Covid. I ricoveri nel pomeriggio erano 160 (51 ad Atri, 42 a Teramo, 41 a Giulianova e il resto nelle strutture riabilitative), dei quali undici (otto a Teramo, tre a Giulianova) in Rianimazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

